Maltrattava e torturava animali: l’ex veterinario (radiato) continua a operare. E va di nuovo a processo

Giuseppe Genta di Santa Maria della Versa avrebbe continuato a esercitare la professione approfittando delle scarse disponibilità economiche delle persone che si rivolgevano a lui

Giuseppe Genta, 63 anni, nell’aula del tribunale

Giuseppe Genta, 63 anni, nell’aula del tribunale

Pavia – Radiato dall’Ordine dei medici veterinari nel 2015 e condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2017 per uccisione e maltrattamento di animali, avrebbe continuato a esercitare la professione approfittando delle scarse disponibilità economiche delle persone che si rivolgevano a lui. Per questo motivo l’ex veterinario Giuseppe Genta di Santa Maria della Versa è tornato alla sbarra. È cominciato lunedì in tribunale a Pavia il procedimento penale che, oltre al 63enne, coinvolge altri tre imputati, tra cui una veterinaria accusata di aver consentito e agevolato l’attività illecita di Genta.

Il corposo fascicolo d’indagine sulle condotte illecite è stato aperto nel 2021 anche grazie alle attività della sede Lav dell’Oltrepò pavese, che ha raccolto le testimonianze della famiglia di Cocò, una cagnolina morta, secondo le accuse, dopo atroci sofferenze in seguito a un intervento di sterilizzazione praticato da Genta in un’abitazione privata e in condizioni igieniche precarie.

"La condotta di Genta, per come anche descritta nel capo d’imputazione, appare gravissima, ancora di più perché si tratta di un ex veterinario che, nonostante la radiazione, avrebbe approfittato della difficoltà economica delle persone che si sono rivolte a lui e cagionato la sofferenza e la morte degli animali coinvolti, sembrando quasi farsi beffa della giustizia che lo ha già condannato - sottolinea Lav -. Casi come questo evidenziano l’importanza di una revisione delle normativa fiscale sulle prestazioni veterinarie, che hanno spesso costi proibitivi e inducono chi vive in condizione di disagio economico a cadere nelle mani di truffatori scendendo a compromessi che risultano fatali per gli animali".

Il caso di Giuseppe Genta era esploso nel 2012 quando i carabinieri lo avevano arrestato con l’accusa di maltrattamenti sugli animali e violenza sessuale sulle dipendenti delle sue due cliniche di Santa Maria della Versa e Borgonovo Valtidone in provincia di Piacenza. Erano state le testimonianze delle donne a permettere di ricostruire le torture: privazione di acqua e cibo a cani e gatti in degenza, mancata somministrazione di antidolorifici ad animali sofferenti, interventi chirurgici con dosi di anestesia insufficienti, gatti presi a calci e lanciati contro il muro, cuccioli di cane e gatto uccisi dentro sacchetti della spazzatura e un gatto sterminato a colpi di martello. Dopo la condanna in via definitiva a 3 anni e un mese di carcere e la radiazione, l’ex veterinario deve rispondere ancora di maltrattamento, uccisione di animale, ed esercizio abusivo della professione.