Vaccino Covid
Vaccino Covid

Pavia, 2 marzo 2021 – “La ripartenza delle università deve essere una priorità, chiediamo un piano basato su test e vaccini”. A lanciare l’appello denominato #FuturoAperto alla Regione e al Governo sono i rappresentanti degli studenti della Lombardia preoccupati perché nei giorni scorsi il ministro Maria Cristina Messa ha consigliato “cautela” e auspicato un ritorno alla normalità dal 6 aprile.

“L’Università di Pavia ha ripreso da qualche giorno le attività didattiche in presenza con migliaia di studenti tornati ad animare le aule e i cortili dell’ateneo – commenta Simone Agutoli segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio – Udu Pavia -. L’Ateneo pavese è stata tra le prime istituzioni a chiudere i battenti, fin dal 28 febbraio 2020, quando era passata soltanto una settimana dalla scoperta del paziente uno di Codogno. Un anno dopo, la situazione resta ancora precaria e gli studenti sono preoccupati per il loro futuro e il regolare funzionamento delle università”.

La Regione ha annunciato l’avvio della vaccinazione del personale docente dell’Università e dello Iuss, tramite le strutture del Policlinico San Matteo, ma gli studenti chiedono una strategia. Per questo motivo hanno messo da parte le rivalità politiche e si sono uniti per lanciare una petizione firmata da oltre 50 rappresentanti degli studenti, eletti negli organi di governo delle università lombarde e nel Consiglio nazionale degli studenti universitari. Sono quattro le richieste degli studenti: “Promuovere un’attività sistematica di test diagnostici di Sars-CoV-2 con campionatura statisticamente significativa dentro ciascuna comunità universitaria, così da consentire la ripresa in sicurezza della didattica in presenza; vaccinare il prima possibile il personale universitario, sia docente che tecnico-amministrativo; sostenere l’impegno diretto delle Università nella campagna vaccinale e monitorare la copertura vaccinale nel sistema universitario”.

“È falso dire che l’università si possa vivere anche a distanza, senza conseguenze negative sul nostro percorso di studio - spiega Anna Carrara, senatrice accademica dell’Ateneo pavese -. Davanti a uno schermo possiamo infatti apprendere nozioni o competenze tecniche, ma perdiamo tutte quelle relazioni umane e sociali che sono fondamentali in una comunità accademica. L’impatto psicologico è stato particolarmente avvertito dalle matricole, le quali non hanno quasi mai messo piede in Università. Inoltre ci preoccupano le ricadute sulla salute legate all’utilizzo prolungato dei video-terminali e il divario digitale: molti studenti lamentano difficoltà tecniche nel collegarsi a lezione”.

“Capiamo che non sia una situazione facile e che il contenimento della pandemia sia fondamentale. Proprio per questo - conclude Simone Agutoli - è arrivato il momento di mettere l’università e la ricerca in cima all’agenda politica, così da consentirci una ripresa effettiva delle attività universitarie in presenza, nella massima sicurezza. Abbiamo chiesto di effettuare quanto prima una campagna di screening di massa e una campagna vaccinale per il personale universitario, includendo anche i dottorandi; ovviamente resta prioritaria la vaccinazione degli studenti tirocinanti, considerato che il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro gli equipara agli operatori sanitari che sono stati inseriti nelle categorie prioritarie del piano vaccinale. Inoltre, è necessario attuare un migliore scaglionamento degli accessi su alcune sedi e valutare l’utilizzo del sabato laddove necessario, oltre alla distribuzione gratuita di mascherine FFP2. Tutti aspetti sui quali vigileremo anche tramite appositi questionari che intendiamo sottoporre agli studenti. L’Università di Pavia sembra credere nella ripartenza e per questo chiediamo che sostenga fattivamente le nostre richieste, ma ovviamente è indispensabile che anche lo Stato e la Regione facciano la loro parte”.