Un parco giochi per i detenuti con i loro figli

A Pavia, un parco giochi nei pressi della casa circondariale permette ai figli dei detenuti di giocare durante le visite. Iniziativa benefica del Consiglio dell’Ordine degli avvocati e di Caleidoscopio per promuovere momenti di normalità e serenità tra genitori e bambini.

Un parco giochi per i detenuti con i loro figli

Un parco giochi per i detenuti con i loro figli

Un piccolo parco giochi per consentire ai figli dei detenuti di giocare quando vanno a trovare i padri in carcere. Gli spazi verdi all’esterno dei padiglioni della casa circondariale sono stati arredati con altalene e giochi per i più piccoli. Così sono diventati “Giardini delle famiglie“ intitolati alla memoria del Beato Rosario Livatino, magistrato vittima della mafia. Un angolo che fa dimenticare le sbarre e la mancanza di libertà. "Una promessa mantenuta al Consiglio dell’Ordine degli avvocati del capoluogo e all’associazione Caleidoscopio di Mortara – spiega la direttrice Stefania Mussio (nella foto) – Sono stati loro a voler creare un clima positivo e distensivo, dando alle famiglie dei detenuti un’occasione di normalità. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di tutti".

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati e Caleidoscopio hanno contribuito economicamente all’acquisto degli arredi. "Il parco giochi è solo il primo dei tanti passi che vorremmo compiere per i carcerati – aggiunge la presidente degli Avvocati di Pavia, Maria Pistorio – Vivono una condizione di totale emarginazione e spesso di enorme sofferenza, che porta anche al suicidio. Intendiamo renderci parte attiva con raccolte fondi, sollecitazioni, intervenendo con altri enti per rendere possibile il rapporto padre-figlio".

"Talvolta i detenuti non possono parlare tranquillamente con le mogli – conclude Silvia Felia di Caleidoscopio – e non sono a loro agio perché il bambino vuole il proprio tempo e spazio. Consentire ai piccoli di giocare e regalare ai grandi un momento di serenità con i figli che, anche se i padri sono in carcere, riescono ad avere una vita normale, è la cosa più bella che si possa immaginare".

M.M.