Pavia - Al quarto giorno le ricerche in acqua hanno purtroppo avuto l'esito più tragico. Verso mezzogiorno di oggi, martedì 20 luglio, i vigili del fuoco di Pavia, impegnati nelle ricerche in Ticino del 47enne Andrea Ferlisi di Cura Carpignano, disperso da sabato pomeriggio quando si era tuffato a Bereguardo per una temeraria nuotata nel fiume in piena dando appuntamento ai famigliari al Canarazzo, hanno rinvenuto in acqua un cadavere.

Nel pomeriggio i carabinieri della Compagnia di Pavia hanno confermato l'identificazione e il magistrato, senza disporre l'autopsia, ha disposto la restituzione della salma alla famiglia: si tratta proprio del corpo del nuotatore che era stato avvistato per l'ultima volta in mezzo al fiume, all'altezza di Torre d'Isola, verso le 17 di sabato, avvicinato da un barcaiolo che gli aveva offerto soccorso, che aveva però rifiutato dicendo che andava tutto bene e che avrebbe proseguito il suo tragitto a nuoto.

All'appuntamento sulla spiaggia del Canarazzo il 47enne non si era presentato e nella serata di sabato era stato lanciato l'allarme al 112, con le ricerche proseguite per tutte le giornate di domenica, nel tratto del fiume fra Torre d'Isola e il Canarazzo, e poi ancora lunedì, dal Canarazzo a valle, nel timore che il corpo potesse essere stato trascinato dalla corrente. Questa mattina i vigili del fuoco, con barche, sommozzatori, droni ed elicottero, avevano ripreso le ricerche per il quarto giorno, fino al ritrovamento del cadavere in acqua, poco prima di mezzogiorno, proprio nelle vicinanze del Canarazzo. Il corpo era rimasto impigliato nei rami, nascosto dalla vegetazione sulla riva del fiume, trovato grazie alle accurate ricerche dei vigili del fuoco, che hanno scandagliato il Ticino e le sponde palmo a palmo.