
Fabrizio Moroni, Civico 12
Pavia - La pioggia non ha fermato la voglia di prendere un caffè o mangiare un panino seduti al bar. Ombrello in una mano, tazzina nell’altra pur di riassaporare un piacere che sembrava dimenticato. Nel primo giorno di riapertura, ai locali pavesi i clienti non sono mancati, anche se non tutti sono riusciti a farsi trovare pronti con tavolini all’aperto e dehor. Nelle prime ore di ieri mattina, infatti, diversi operai erano al lavoro per montare le piattaforme sulle quali installare gli spazi esterni. "Stiamo aspettando altri ombrelloni per offrire più posti a sedere – dice Riccardo Cappelletti del Caffè teatro –. Gli eventi si sono susseguiti in modo repentino e siamo un po’ in ritardo. Inoltre aspettiamo anche che il Comune ci dia la possibilità di occupare Strada Nuova come l’anno scorso. Nell’attesa oggi abbiamo aperto alle 11 e sono venute sei persone, due delle quali per fare colazione e abbiamo introdotto il turno del pranzo che prima non c’era, il nostro era un bar serale aprivamo alle 17 e fino alle 2. Ora faremo tavola fredda e ho rischiato prendendo qualcuno che mi aiuti".
Preoccupato per le bizze del tempo è invece Beniamino Mandara della pizzeria Marechiaro: "Se dovesse arrivare un forte acquazzone – si chiede il titolare del locale di piazza della Vittoria osservando il cielo – i clienti seduti ai tavoli fuori in piazza, potrei portarli dentro o no? Chi prende certe decisioni non sa come si gestisce un locale. Noi siamo fortunati, abbiamo i portici che riparano, ma non è così per tutti".
Guarda con ottimismo al futuro Fabrizio Moroni del Civico 12 di piazza della Vittoria: "Questa è la luce in fondo al tunnel. L’anno scorso di questi tempi eravamo chiusi e non si sapeva quando si sarebbe riaperto, adesso abbiamo la possibilità di lavorare e i nostri dipendenti sono tutti operativi. Il nostro gruppo è forte, abbiamo le spalle coperte certo dispiace per il fatturato e abbiamo il rammarico che con il coprifuoco tanti giovani si organizzano a casa e si vedono tra di loro".
Lo hanno fatto ancora prima del ritorno in zona gialla dodici persone tra i 20 e i 60 anni, che i carabinieri hanno sorpreso a fare una festa privata a Roncaro. Tutti sono stati sanzionati con una multa di 400 euro a testa. "Non siamo ancora alla normalità – aggiunge Andrea Favi che lavora al bar Giallo di viale Sardegna di cui è titolare Katiuscia Oldani – per raggiungerla dovremmo consentire ai nostri clienti di consentire un caffè al bancone come ci chiedono. Con la riapertura abbiamo lavorato un po’ di più, ma siamo ancora distanti dai tempi che vivevamo prima della pandemia, quando ci si poteva sedere all’interno del locale o fermarsi al bancone se si voleva prendere un caffè veloce in una tazzina in ceramica. Quando sarà di nuovo permesso fare questo, sarà un’altra vita. Così è una riapertura molto lenta, ancora molto distante da tutto quello che è normale. È meglio di quanto avveniva nel momento in cui era consentito soltanto l’asporto, con queste riaperture è aumentato lo scontrino, però incassiamo il doppio di poco".