Peste suina e l’incubo dei cinghiali infetti, l’appello Coldiretti: "Biosicurezza e la filiera diventi responsabile"

A Pavia da mesi zero contagi, ma nel Lodigiano si allarga la zona rossa. Via al piano per abbattere i cinghiali

Il settore suinicolo lombardo è tra i più importanti d’Europa

Il settore suinicolo lombardo è tra i più importanti d’Europa

Pavia, 24 febbraio 2024 –  “Da ottobre non si è più verificato un caso di peste suina africana all’interno degli allevamenti, i problemi sono i cinghiali".

Gianfranco Comincioli, presidente Coldiretti Lombardia, ritiene che mai come in questo momento sia fondamentale proteggere i maiali puntando sulla biosicurezza.

"I cinghiali sono 2 milioni e 400mila in Italia – ha aggiunto – quando dovrebbero essere 300mila, questo crea problemi per la diffusione del virus che, però, lo ripeto, da mesi non entra negli allevamenti. Eppure, a seguito dell’applicazione della normativa comunitaria, se ricadono nelle zone di restrizione e vigilanza, hanno difficoltà a commercializzare le carni dei loro maiali che sono invece sicure e possono essere utilizzate per tutti quei canali della salumeria e per tutti i Paesi che non pongono restrizioni all’importazione". Il settore soffre a causa delle zone di restrizione. "In un momento così delicato – ha aggiunto – serve la responsabilità dell’intera filiera: per questo accogliamo con favore l’iniziativa della cooperativa Opas, cooperativa di suinicoltori e organizzazione di prodotto più grande d’Italia, leader nella produzione di cosce suine Dop, disponibile a collaborare con le autorità sanitarie per lavorare le carni di maiali anche di allevamenti non associati con sede nelle zone di restrizione 1 e 2, tra cui anche la provincia di Pavia".

"Il recente ritrovamento di carcasse di cinghiali infette nel Piacentino ha alzato la soglia di allarme, tanto che si prevede in alcuni comuni del territorio l’introduzione imminente misure restrittive di biosicurezza – ha spiegato Francesco Pacchiarini, presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza –. La sinergia tra tutti gli attori coinvolti - allevatori, organizzazioni agricole e amministrazione provinciale e Regione - sarà fondamentale per frenare la proliferazione della psa".

Intanto in alcuni comuni a breve dovrebbero esser imposte procedure di biosicurezza più restrittive per evitare il proliferare del virus. "Non accetteremo però speculazioni sulla pelle dei nostri allevatori" conclude la Coldiretti inteprovinciale. Nel frattempo Regione e Provincia di Lodi hanno definito in un summit le “regole d’ingaggio” per il contenimento degli ungulati, non solo attraverso l’attività degli ambiti di caccia, ma anche utilizzando la società specializzata già individuata dal Pirellone per l’abbattimento degli animali.