Peste suina, Coldiretti a Bruxelles: "Sostegni rapidi agli allevatori"

La presidente Garavaglia: adesso è necessario vigilare sulle speculazioni ai danni delle aziende

Peste suina, Coldiretti a Bruxelles: "Sostegni rapidi agli allevatori"

Peste suina, Coldiretti a Bruxelles: "Sostegni rapidi agli allevatori"

Un vertice a Bruxelles per fare il punto sulla situazione della peste suina africana e tenere alta l’attenzione sulle difficoltà che stanno ancora vivendo molte aziende agricole pavesi. È quello che si è svolto al Parlamento Europeo e a cui ha partecipato una delegazione di Coldiretti Pavia guidata dalla presidente Silvia Garavaglia e dal direttore Antonio Tessari. "È necessario vigilare sulle speculazioni che si stanno verificando ai danni delle aziende agricole - ha sottolineato la presidente di Coldiretti Pavia -. Non dobbiamo abbassare la guardia: servono sostegni economici rapidi e adeguati per tutelare un comparto centrale per il Made in Italy agroalimentare". Sul tavolo c’è la questione dei danni indiretti subiti dagli allevatori pavesi, insieme alle manovre speculative che si sono verificate nel settore suinicolo dopo l’emergenza. "All’Europa chiediamo di snellire la burocrazia anche tenendo conto che tra i suini non ci sono più stati casi di contagio ormai da settembre - ha detto ancora Silvia Garavaglia -. Allo stesso tempo a livello locale chiediamo che vengano messe in atto tutte le misure volte a contrastare la presenza dei cinghiali sul nostro territorio, continuando i piani di controllo già in atto e potenziando tutti gli strumenti a disposizione. Sono i cinghiali, e non i suini, i primi portatori di psa".

"In commissione agricoltura al Parlamento europeo ho chiesto espressamente che gli sforzi fatti in provincia di Pavia e riconosciuti anche da alcuni rappresentanti presenti in aula, siano ora rispettati – ha aggiunto l’eurodeputato pavese Angelo Ciocca in una nota –. La provincia di Pavia è stata riconosciuta come un esempio virtuoso in Europa e pertanto ci aspettiamo rispetto nel non bloccare i nostri allevamenti". Il rischio è che vengano discriminate le carni di maiale di qualità e ipercontrollate, come quelle nostrane e che si speculi su una situazione già difficoltosa per i costi relativi a gestione dei capi e rialzo dei mutui. "Basta penalizzare carni provenienti da zone sicure - ha aggiunto Ciocca -. Si proceda con l’erogazione di indennizzi ad hoc: l’Europa sia rispettosa e riconoscente dei capi di qualità, soprattutto a livello di bio-sicurezza, dal nostro territorio". E l’assessore all’agricoltura di Regione Lombardia Alessandro Beduschi a margine di una commissione regionale ha sottolineato come ora il fronte si sposti a sud:. "Dall’Emilia Romagna, area Piacenza, e adesso anche a Parma, possiamo subire un nuovo pericolo di contagio. Per questo la collaborazione tra enti locali è importante".