Milanesi propensi al trasferimento: "Ciao ciao cara metropoli. Andiamo a vivere in campagna"

Presentata un’indagine sulla percezione delle aree rurali delle province di Pavia, Mantova e Cremona. Oltre la metà del campione si dice disponibile a spostarsi. Ma si chiedono servizi sanitari di base e sicurezza.

Milanesi propensi al trasferimento: "Ciao ciao cara metropoli. Andiamo a vivere in campagna"
Milanesi propensi al trasferimento: "Ciao ciao cara metropoli. Andiamo a vivere in campagna"

Fuga dalla città. Già imminente per il 15% dei milanesi, possibilità per un prossimo futuro per oltre il 50%. È stata presentata ieri a Palazzo Lombardia l’indagine sulla percezione delle aree rurali delle province di Pavia, Mantova e Cremona da parte dei residenti dell’area metropolitana milanese, realizzata da The European House - Ambrosetti, commissionata dai Gal (Gruppi azione locale) di Pavia, Cremona e Mantova, punto di partenza di “Dimore e Borghi“, progetto dei Gal Risorsa Lomellina, Oltrepò Pavese e Terre del Po, per valorizzare la vivibilità e le opportunità offerte dalle aree delle tre province lombarde.

"Il 15% degli intervistati – spiega Pio Parma, senior consultant di TEH Ambrosetti – dichiara di essere intenzionato a trasferirsi in una zona rurale, mentre il 51,7% afferma che valuterà questa opzione in futuro: la possibilità di (ri)programmare parte della propria vita in una zona rurale è manifestata soprattutto da chi è nel pieno della propria attività lavorativa (60,8% nella fascia 45-54 anni) o prossimo alla pensione (50,6% nella fascia 55-64 anni). L’indagine e l’analisi sul posizionamento strategico dei territori rurali forniscono quindi una chiara indicazione sulla direzione da seguire nella definizione della governance dei tre Gal e nelle priorità per future iniziative di comunicazione volte a migliorare sempre più le condizioni di vivibilità e ad attrarre un bacino significativo di potenziali nuovi residenti". L’offerta dei servizi di base – come i presidi socio-sanitari, le farmacie e i servizi di assistenza alla persona - sono ritenuti, da oltre il 60% del campione una priorità per la vita in un’area a vocazione rurale, insieme ad altri fattori della vita quotidiana tra cui la disponibilità di centri commerciali, efficaci reti di connettività e presenza di trasporti pubblici e la banda larga. Influisce anche la garanzia di un ambiente “sicuro” (per 7 rispondenti su 10) e la disponibilità di spazi aggregativi, socio-ricreativi e culturali (per il 44% dei rispondenti). "Solo una nuova crescita insediativa - commenta Luca Sormani, direttore generale del Gal Risorsa Lomellina - potrà riempire gli spazi che l’abbandono dei nostri borghi ha lasciato deserti, aumentando in tal modo la domanda di beni e servizi che potranno essere soddisfatti localmente e attivando un circolo virtuoso che coinvolga l’edilizia, il commercio e i servizi di base".

"In questi territori, caratterizzati dal settore primario - sottolinea l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi - la riscoperta di una diversa occasione di vita non lontana dalla metropoli consente di avere un’opzione di fare scelte differenti in una realtà che fa delle eccellenze agricole una delle sue caratteristiche più eclatanti". "C’è un forte ritorno alle origini - aggiunge l’assessore regionale al Turismo, Barbara Mazzali - a qualcosa di vero e autentico, e le nostre campagne lombarde hanno proprio questo sapore".