Si stimano 80mila abusi in famiglia ogni anno su bambini e ragazzini
Si stimano 80mila abusi in famiglia ogni anno su bambini e ragazzini

Pavia, 28 ottobre 2019 - Denuncia personalmente alle forze dell’ordine il caso di una alunna maltrattata in famiglia e per questo viene sospesa per un giorno dall’insegnamento. È accaduto ad una maestra elementare di Pavia, che per il fatto di aver agito secondo coscienza, si è vista togliere un giorno di stipendio dalla dirigenza scolastica che l’ha accusata di aver violato il segreto d’ufficio e aver arrecato un danno d’immagine all’istituto scolastico.

I fatti risalgono allo scorso anno scolastico, ma l’insegnante, che all’epoca lavorava come precaria e ora ha ottenuto un contratto a tempo determinato in un altro istituto, si era rivolta al tribunale di Pavia, assistita dall’avvocato della Uil, Luisa Flore, per chiedere l’annullamento della sospensione. Ed è di pochi giorni fa la decisione del giudice Donatella Oneto di aggiornare l’udienza al prossimo 15 dicembre e nel frattempo invitare la nuova dirigente scolastica, che ha preso il posto di quella che aveva adottato il provvedimento, a revocare la sospensione, restituendo anche i 75 euro di mancata retribuzione. Non solo: proprio a seguito della segnalazione fatta dalla maestra al Tribunale per i minorenni di Milano, si è saputo che la bambina è stata affidata alla nonna, in attesa che venga fatta luce sui presunti maltrattamenti subiti in famiglia.

«Il provvedimento della dirigente scolastica mi ha ferito molto – commenta l’insegnante –, perché ha messo in discussione la mia professionalità e soprattutto sembra spingere gli insegnanti a farsi gli affari propri». Lei non aveva invece ignorato quella bambina che scoppiava spesso in lacrime in classe e che arrivava a scuola con lividi evidenti. Per questo aveva segnalato più volte i singoli episodi alla dirigente scolastica, ma dopo mesi senza nessun intervento aveva deciso di rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine. Nel mese di marzo (dello scorso anno) s’era infatti verificato un episodio più grave dei precedenti: il giorno dopo aver preso un 6 in un’interrogazione, perché non era molto preparata, la bambina era arrivata a scuola con lividi sulle ginocchia, raccontando di essere caduta in avanti, picchiando a terra appunto le ginocchia, perché il padre l’avrebbe sculacciata con tanta violenza da farla cadere. Di fronte a una simile situazione e visto che le sue segnalazioni erano inutili, la maestra ha deciso di agire. «La bambina era in pericolo e si doveva agire. Dobbiamo sempre aspettare le tragedie?», si domanda. Ma la dirigente dell’istituto non aveva apprezzato la denuncia e anzi l’aveva sospesa per un giorno, con relativa trattenuta dalla busta paga. «Con provvedimenti come questo – commentano dal sindacato Uil Scuola – si alimenta l’omertà, inducendo i colleghi della maestra sospesa a non seguire questo esempio e a tacere nel caso in cui vengano a conoscenza di episodi gravi».

«La vicenda della maestra di Pavia che prende l’iniziativa, essendo rimasta inascoltata, di denunciare un caso di violenza verso un minore e che si ritrova punita perché con la sua iniziativa avrebbe danneggiato l’immagine della scuola ha dell’incredibile – ha sottolineato ieri il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro –. L’amministrazione scolastica dovrebbe piuttosto ringraziare la sensibilità e l’attenzione di questa docente, altro che portare per le lunghe l’iter burocratico-giudiziario. Nell’amministrazione scolastica di questo Paese – ha proseguito il sottosegretario – episodi del genere non dovrebbero mai accadere, e non dovranno mai accadere. Spero che in tempi rapidissimi si possa annullare l’assurdo provvedimento di sospensione per rimediare a un grave errore. E chiedere scusa alla maestra, alla quale esprimo tutto il mio sostegno e la mia solidarietà»