
Un momento della cerimonia di ieri al teatro Fraschini per celebrare i vent’anni della Scuola Universitaria Superiore (Iuss)
Ha compiuto i suoi primi 20 anni lo Iuss, la Scuola universitaria superiore e li ha festeggiati ieri al teatro Fraschini con una cerimonia. "Il libro è rivoluzione: vent’anni dello Iuss tra memoria e visione", è stato il titolo dell’evento dedicato al valore dello scritto e della conoscenza, con ospiti di rilievo del mondo accademico e culturale, e con un momento istituzionale che ha visto il passaggio di testimone tra il rettore uscente Riccardo Pietrabissa e il rettore eletto Mario Martina. "Sono stati sei anni bellissimi - ha commentato il professor Pietrabissa -. Ho lavorato con una squadra straordinaria. Lo Iuss deve crescere, cercando di trasmettere alle nuove generazioni il senso dello studio e l’importanza della comprensione dei fenomeni.
Abbiamo anche avuto la fortuna di riuscire a fare investimenti importanti: l’anno prossimo verrà inaugurato il campus universitario, che comprenderà sia le residenze per gli studenti che le aule, gli uffici e i laboratori dello Iuss. Sarà importante riuscire a portare a Pavia tanti studenti di merito, che potranno prepararsi in un ambiente ricco di storia e tradizione culturale". L’evento si è inserito nel quadro delle iniziative sostenute dal programma NextGenerationEU, con particolare riferimento al progetto nazionale Educating Future Citizens (EFC), volto a promuovere una formazione avanzata e interdisciplinare per le nuove generazioni.
Nel corso dell’incontro è stato celebrato “Il libro, simbolo universale del sapere, dell’innovazione e del progresso“, ed è stato conferito il dottorato honoris causa in “The Adron Academy: Risk and Complexity in High Tech Medical Innovation“ a Maria Cristina Messa, direttore scientifico della fondazione Don Gnocchi, per "il suo straordinario contributo nel campo dell’innovazione medica ad alta tecnologia". "E’ un riconoscimento che mi onora - ha commentato la professoressa Messa, che è stata ministra dell’Università e della ricerca nel governo Draghi -: Ho sempre scommesso sull’importanza dei dottorati di ricerca per il futuro del nostro Paese". "Per me è una giornata emozionante - ha detto il neo rettore -, eredito un cantiere pieno di opportunità e progetti ancora da compiere. Nel mio rettorato voglio riuscire a valorizzare l’intelligena umana perché sia stimolo di cambiamento".