Fotomodelle dopo il cancro, a Pavia una sfilata che sa di vita e voglia di guardare avanti

Ginevra, Rossella ed Enza tra le quindici indossatrici per un giorno che hanno vestito abiti realizzati con lenzuola d’ospedale su cui venivano proiettate immagini d’artista

Pavia, fotomodelle dopo il cancro con Carolina Marconi

Pavia, fotomodelle dopo il cancro con Carolina Marconi

Pavia –  A 19 anni ha ricevuto una diagnosi di tumore. Ora Ginevra sta scrivendo un libro illustrato per spiegare il cancro ai bambini. Rossella, 48 anni, sposata e mamma di due bimbi, invece, durante un controllo ha scoperto di essere malata in fase avanzata. Curata alla Maugeri, è guarita e aiuta altre donne a risorgere dalle loro ceneri. Infine Enza, 61 anni, dopo una diagnosi di adenocarcinoma polmonare metastatico, andava a fare le chemio col sorriso sulle labbra e il suo immancabile rossetto. Parlava al proprio tumore e gli ripeteva “Tu te ne andrai!“. Curate a Pavia, al Cnao, al San Matteo e alla Maugeri, ieri pomeriggio le tre donne sono state tra le 15 modelle per un giorno che hanno sfilato indossando abiti realizzati con lenzuola d’ospedale dalla stilista Nada Nuovo, su cui sono state proiettate opere dell’artista Stefano Bressani. Insieme a loro Carolina Marconi, madrina dell’evento.

«Non sono mai stata una persona particolarmente positiva né coraggiosa – ha ammesso Ginevra – Ma quando ho saputo d’avere un osteosarcoma, un raro tumore osseo che colpisce circa un centinaio di persone all’anno in Italia, ho scoperto un lato di me inaspettato. Mi sono autoconvinta che fosse benigno e non mi sono mai preoccupata. Non ho mai avuto paura della morte, era come se il mio cervello non concepisse l’eventualità di morire a meno di vent’anni. E anche quando mi è stato detto che il tumore era maligno, mi è bastato sapere che fosse curabile per tranquillizzarmi".

Adesso Ginevra non è del tutto guarita: "Faccio i controlli ma la malattia potrebbe risvegliarsi". Si considera una miracolata Rossella: "Sto bene, sono tornata alla mia precedente forma fisica, faccio di nuovo sport. Se ripercorro la mia vicenda, penso di avere avuto nel dramma anche tanta fortuna: ho incontrato ottimi medici e infermieri, ho avuto il sostegno meraviglioso della mia famiglia e delle mie amiche e ho potuto contare sulla sensibilità e la comprensione del mio datore di lavoro, che mi ha permesso di sottopormi alle terapie con la serenità di non rischiare il posto".

Per i cinque anni di cure non ha mai smesso di fare programmi Enza, che comprava biglietti per i concerti di Biagio Antonacci e con i capelli biondi e il rossetto rosso si sentiva a posto: "Il tumore non deve bloccare il vostro futuro. Non pensate solo alle terapie: si fanno, il giorno dopo ci si riposa e il giorno dopo ancora potete fare qualcosa per voi. La sfilata con noi pazienti come modelle ha proprio questa forza: profuma di vita, di voglia di andare avanti e guardare al nostro futuro".