Assegni sociali senza diritto. Denunciati 17 stranieri. Sequestri da mezzo milione

Una donna ha continuato a prelevare il sussidio della suocera deceduta. Altri incassavano i soldi anche quando erano tornati nel Paese d’origine.

La maggior parte continuava a incassare l’assegno sociale, pur avendone perso il diritto lasciando l’Italia per tornare nel Paese d’origine. Una donna, di nazionalità albanese ma da anni radicata in Oltrepò pavese, avrebbe invece proseguito a prelevare il sussidio della suocera deceduta, approfittando della mancata comunicazione della morte all’ente previdenziale.

Sono in tutto 17 le persone denunciate dai carabinieri per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Tutti stranieri (6 albanesi, 4 ucraini, 3 russi, 1 romeno, 1 peruviano, 1 indiano e 1 sudafricano) smascherati dalle indagini sulle presunte irregolarità nell’erogazione dell’assegno sociale dell’Inps, prestazione economica che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale, che si può ottenere, a domanda, non solo se si hanno più di 67 anni e si è in stato di bisogno economico, ma anche se si è effettivamente residenti in Italia. Un assegno che per il 2023 era di 503,27 euro per 13 mensilità.

Ammonta a oltre mezzo milione di euro (569.932) la cifra complessiva per cui i carabinieri hanno eseguito, a carico dei 17 denunciati, su disposizione del Gip di Pavia, sequestri preventivi ed equivalenti delle somme di denaro presenti sui conti correnti di chi è accusato dell’indebita percezione.

"L’attività investigativa - spiega il comunicato diramato ieri dall’Arma - ha riguardato l’esame di circa 500 posizioni di soggetti, percettori di origine straniera, residenti nella provincia di Pavia, che presentavano diverse anomalie, quali ad esempio iscrizioni di irreperibilità all’anagrafe comunale, mancata scelta del medico curante, mancata sottoposizione al vaccino obbligatorio durante il periodo pandemico. Nei casi sospetti attenzionati i carabinieri hanno effettuato anche verifiche direttamente sul luogo di residenza, presso gli studi medici di base anche attivando i canali di cooperazione internazionale di Interpol per la localizzazione all’estero dei soggetti interessati ovvero l’accertamento dell’avvenuto decesso".

Accertamenti avviati nel maggio del 2022 da parte dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Pavia e del Nucleo investigativo del comando provinciale, che a distanza di due anni hanno portato ai provvedimenti cautelari per il recupero delle somme indebitamente percepite.