Soccorsi
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Broni (Pavia), 7 dicembre 2018 - Una coltellata alla mamma, tra spalla e petto. Poi il diciottenne è corso in camera sua e con la stessa arma si è pugnalato più volte al collo. Il tentativo di omicidio-suicidio è avvenuto a Broni, in Oltrepo Pavese, intorno alla mezzanotte e mezza di ieri, nell’abitazione di via Togni in cui madre e figlio abitano. Entrambi i feriti sono ricoverati in prognosi riservata al Policlinico San Matteo di Pavia. La madre non è in pericolo di vita, al contrario del figlio le cui condizioni ieri sera erano molto gravi. Il ragazzo, diventato maggiorenne da pochi mesi, al momento nullafacente e con piccoli precedenti per reati contro il patrimonio, ha avuto un violento litigio con la madre. Non era la prima volta che succedeva, il rapporto tra i due era conflittuale e spesso sorgevano diverbi per futili motivi.

La donna ha quarantatré anni ed è di Voghera, anche lei è nullafacente e pregiudicata. Non è chiaro quale sia stata la scintilla che ha innescato l’aggressione fisica. Sembra che i due stessero litigando per motivi economici, che ci fosse malcontento da parte del ragazzo per la sua voglia di rendersi indipendente, tuttavia la ricostruzione dell’accaduto è ancora al vaglio delle autorità. L’alterco è degenerato, il ragazzo ha estratto un coltello a serramanico che aveva con sé e ha inflitto un fendente frontale alla madre. Il colpo, fortunatamente, non ha leso organi vitali e la donna non ha mai perso conoscenza. Immediatamente dopo, il ragazzo ha raggiunto la sua camera da letto e ha iniziato a colpirsi con lo stesso coltello, numerose volte, in diversi punti del collo, fino a quando è svenuto per l’emorragia. I due sono stati soccorsi dall’altro figlio della donna, e fratello maggiore del ragazzo, di vent’anni, che subito ha chiamato il 118.

Sono intervenuti anche i carabinieri, che ieri hanno iniziato a sentire parenti e vicini della famiglia per ricostruire l’ambito in cui è maturata l’aggressione. Non è stato rintracciato il padre dei ragazzi, che da tempo non vive più con loro. Il coltello è stato sequestrato. La famiglia non era seguita dai servizi sociali: «Non si erano rivolti a me, mi sono informato anche con l’assessorato competente ma non c’erano segnalazioni su di loro – ha spiegato il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi –. Tutta la mia vicinanza alla mamma di questo ragazzo e anche a lui. Broni è una piccola comunità e accadimenti di questo tipo lasciano disorientati e dispiaciuti». Al momento il diciottenne non è indagato né in stato di fermo, considerata la gravità delle sue condizioni di salute.