Controlli nella movida a Milano
Controlli nella movida a Milano

Milano, 19 ottobre 2020 -  Chiusure temporanee, una sorta di 'coprifuoco' deciso dai sindaci, in piazze e vie dopo le 21 di fronte a eventuali rischi di assembramenti, didattica a distanza solo in situazioni critiche e possibili turni pomeridiani per le classi.  Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno firmato il Dpcm del 18 ottobre 2020 sulle misure per il contrasto e il contenimento dell'emergenza Covid-19, dopo un innalzamento dei contagi in tutta Italia. Il provvedimento è in corso di registrazione sulla Gazzetta Ufficiale e le disposizioni si applicano a partire da oggi, 19 ottobre.

Dpcm 18 ottobre: testo definitivo

Dpcm 18 ottobre: gli allegati

ECCO COSA CAMBIA PER LA LOMBARDIA

Il "coprifuoco" per le zone della movida

"I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private", prevede la bozza del Dpcm. Norma che ha fatto indispettire i sindaci: "Sarebbe un coprifuoco scaricato sulle nostre spalle. Abbiamo fatto presente la questione al governo", affermano gli Enti Locali. Ma qui c'è un giallo: nel testo definitivo scompare la parola sindaci. Si legge infatti: "Delle strade o piazze neicentri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private".

Bar e ristoranti

Il provvedimento prevede che "le attivita' dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) siano consentite dalle 5 alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle 18 in assenza di consumo al tavolo. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attivita' di confezionamento che di trasporto, nonche', fino alle 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Continuano a essere consentite le attivita' delle mense e del catering continuativo su base contrattuale che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro". Restano comunque aperti "gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade". Obbligatorio per gli esercenti di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale, sulla base dei protocolli e delle linee guida.

Scuola, ingresso non prima delle 9 e turni anche al pomeriggio

Si conferma la volonta' di continuare le lezioni in presenza, ma introducendo la possibilita' di forme flessibili di didattica e di ingressi scaglionati alle scuole superiori, obbligatoriamente comunque non prima delle 9 anche per diluire le presenze sui mezzi pubblici nelle ore di punta. "Fermo restando che l'attivita' didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l'infanzia continua a svolgersi in presenza", si legge nel testo, "per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al Ministero dell'istruzione da parte delle autorita' regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attivita' didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza". Per quanto riguarda l'accesso alle aule si prevede un'ulteriore "modulazione" della gestione degli
orari d'ingresso e di uscita degli alunni, "anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9,00. Allo scopo di garantire la proporzionalita' e l'adeguatezza delle misure
adottate e' promosso lo svolgimento periodico delle riunioni di coordinamento regionale e locale".

Università

"Le universita'", prevede il Dpcm, "sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all'andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attivita' curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell'evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria". Tali disposizioni "si applicano, per quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica".

Stop agli sport di contatto amatoriale e gare dilettanti

Il Dpcm conferma lo stop agli sport di contatto a livello amatoriale e alle competizioni dilettantistiche. Inalterate le disposizioni sul numero degli spettatori agli eventi sportivi. "Lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport, e' consentito soltanto per "gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali". "Per tali eventi e competizioni", si legge, "e' consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori per manifestazioni sportive all'aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi".

Piscine e palestre

"L'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome", si legge in una bozza. Conte ha dato sette giorni di tempo per adeguarsi, altrimenti si chiude.

Sagre, fiere e convegni

Il Dpcm dispone il divieto di "sagre e fiere di comunita'". "Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico" e "secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilita' di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro". "Sono sospese tutte le attivita' convegnistiche o congressuali, a eccezione di
quelle che si svolgono con modalita' a distanza", continua il testo, "tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico; nell'ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalita' a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; e' fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalita' a distanza.

Incremento smart working

Lo smart working nelle aziende e nel pubblico aumenterà per una certa percentuale. Questo per evitare la circolazione di troppe persone sui mezzi pubblici. Anche se, dice il ministro dei trasporti De Micheli, "tutti gli studi internazionali sostengono che il contributo all'epidemia è bassissimo, ed è pari all'1.2%. Se parliamo di trasporto pubblico locale, dove si resta poco tempo, il rischio si abbassa ulteriormente". Al momento la percentuale di chi fa smart working in Italia è circa al 50% e con il nuovo decreto comunque salirà.

Contact tracing

Una novita' e' l'inserimento dell'obbligo per le Asl di segnalare i contagi sull'App Immuni. "Al fine di rendere piu' efficace il contact tracing attraverso l'utilizzo dell'App Immuni", viene disposto, "e' fatto obbligo all'operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positivita'".