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12 apr 2022

Parco e Reggia, gli ambientalisti battono cassa

Appello a Franceschini e Garavaglia per riuscire a strappare un aiuto di Stato "almeno comparabile a quello ottenuto dall’autodromo"

marco galvani
Cronaca
Villa Reale sempre a corto di risorse concessione golf e autodromo i temi affrontati da Montrasio e D’Achille
Villa Reale sempre a corto di risorse concessione golf e autodromo

Monza - «Basta usare superlativi a sproloquio sulla Villa Reale e il Parco. Servono fatti concreti. E visto il recente fallimento della gestione pubblico-privato, adesso è il momento di cambiare passo. Per questo facciamo appello ai ministri della Cultura e del Turismo perché assegnino un finanziamento stabile e certo al Consorzio". Il Comitato per il Parco Antonio Cederna ha chiesto un incontro a Dario Franceschini e Massimo Garavaglia per riuscire a ottenere un aiuto di Stato "almeno comparabile a quello recentemente concesso all’Automobile club d’Italia per sostenere l’autodromo e il Gran premio d’Italia di Formula Uno. Per il valore che hanno, Villa e Parco se lo meritano". Secondo Bianca Montrasio, portavoce del Comitato, "per lo straordinario vengono fatti provvedimenti una tantum, prima la Legge 40, negli anni Novanta, ora il Masterplan di cui però non si sa nulla. Mentre per l’ordinario si raccattano soldi attraverso le concessioni, in particolare quelle dell’autodromo e del golf" che garantiscono un’entrata nelle casse del Consorzio Parco e Villa di meno di 2 milioni di euro all’anno. D’altro canto "Stato e Regione spenderanno, da qui al 2025, oltre 77 milioni di euro, e forse altri 20 milioni , in parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, per mantenere la titolarità del Gp di Formula Uno e fare interventi di ammodernamento del circuito". E alla Villa ne al Parco? "Se si vuole davvero gettare le basi per la rinascita dell’intero compendio, i finanziamenti servono adesso – continua Montrasio –. La proposta è che lo Stato garantisca almeno 5 milioni di euro all’anno a cui aggiungere i contributi, evidentemente in misura minore, degli altri enti soci del Consorzio. E quando la gestione sarà in grado di reggersi da sola, allora l’importo di quel sostegno si può anche rivedere". Ad oggi, "malgrado rientri tra i beni culturali ...

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