L'intervento dei carabinieri
L'intervento dei carabinieri

Brugherio (Monza e Brianza), 16 gennaio 2021 - È una vecchia palazzina a quattro piani, la gente chiusa in casa, sul selciato davanti si scorgono ancora le macchie (di sangue) e i segnali numerati dei rilievi posati la notte prima dai carabinieri. Ma “giallo” quanto accaduto a Brugherio nella serata di venerdì non lo è più. Non almeno nei tratti fondamentali: una donna di 40 anni, che abita proprio in quella casa, è stata accoltellata. E a menarle il fendente, che l’ha colpita al fianco destro all’altezza del seno, è stato il marito.

Il resto andrà chiarito nelle prossime ore, a partire da quando la donna, ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano, ma fuori pericolo di vita, potrà rispondere. E raccontare la propria versione dei fatti.
Quel che è certo è che venerdì intorno alle 21.22 al 118 è arrivata una chiamata d’allarme: c’era una donna ferita che barcollava sanguinante in viale Brianza, in mezzo ad auto e furgoni parcheggiati. A presentarsi davanti ai carabinieri preoccupato, un uomo di 43 anni: il marito della donna. Che racconta una storia drammatica: qualcuno poco prima aveva aggredito la sua consorte e l’aveva accoltellata per rapinarla ma si era già dileguato nelle vie circostanti. 

Un racconto con troppe incognite e contraddizioni, però. I carabinieri della Compagnia di Monza guidata dal capitano Pierpaolo Pinnelli hanno capito che bisognava trovare un’altra verità. Gli uomini del Nucleo Radiomobile di Monza e della Stazione di Brugherio si sono messi a indagare. E così, dopo ore di rilievi e interrogatori, l’uomo è crollato. A ferire la donna era stato proprio lui. Ma non è tutto. L’uomo, che pare non avesse un’occupazione ufficiale, ne aveva però una non di certo alla luce del sole: spacciava droga. Nella sua abitazione infatti i carabinieri hanno trovato 130 grammi di marijuana, cocaina, un bilancino di precisione. Alla fine l’uomo, che ha confessato, è stato arrestato per tentato omicidio e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Si trova ora rinchiuso in carcere a Monza, a disposizione del pubblico ministero Vincenzo Fiorillo. Nelle prossime ore sarà richiesta la convalida dell’arresto. L’arma non è stata trovata.

La gente fuori dalla palazzina indicava ieri i segni di sangue ancora visibili sull’asfalto. "Abito proprio di fronte - racconta una donna - quando ho sentito tutto il trambusto mi sono affacciata. Ambulanze, sirene dei carabinieri. Hanno addirittura citofonato in diverse case per chiedere informazioni. È una zona tranquilla, qui non succede mai niente". "Col lockdown non esce di nessuno - dice un uomo -: questa è una zona considerata centro nei piani urbanistici, ma in realtà è quasi periferia, fra il Bennet e la frazione della Baraggia: cose del genere da queste parti non ne ricordo". "Vedevo spesso quella donna a spasso col cane, alla sera ci si incrociava - spiega un’altra donna -; mi spiace, ha figli piccoli. Certo, qui prima d’ora avevamo dovuto preoccuparci soprattutto di furti: ci sono ladri acrobati che si sono arrampicati anche fino al quarto piano...".