L’istituto Floriani di Vimercate
L’istituto Floriani di Vimercate

Vimercate (Monza e Brianza), 17 novembre 2018 - Il riscatto sarà lungo e la promozione tutt’altro che scontata. Punizione esemplare per il sedicenne della Terza elettricisti del Floriani di Vimercate, responsabile del lancio di sedie che ha ferito la prof di storia durante una lezione il 29 ottobre. Due settimane di sospensione, lavori socialmente utili fino a giugno, probabilmente insieme a dei coetanei disabili in una struttura della città, e il possibile contrappasso di una punizione dantesca: imparare a memoria un canto della Divina commedia. Il castigo culturale sarebbe stato chiesto proprio dall’insegnante 55enne vittima dell’episodio. A lei era indirizzata la lettera di scuse con cui l’altro giorno l’adolescente ha ammesso le proprie colpe: «Non sono riuscito a confessare subito. La tv, i giornali, la denuncia, la reazione dei miei genitori: ho avuto paura». E ancora, un’altra importante confessione: «Mi perdoni per questo gesto e per le mie altre azioni che dall’inizio dell’anno sono sempre state provocatorie».

Parole che l’hanno convinta a comprenderlo. Ma la storia non finisce qui. Nell’aria aleggia la bocciatura che potrebbe seguire a un 5 in condotta scontato alla fine del primo quadrimestre. Solo l’attività da «volontario» potrà lasciare aperto uno spiraglio per salvare anche l’anno. Molto dipenderà dal comportamento che il ragazzo terrà durante la prova e dalla lezione che ne ricaverà. Così i docenti avrebbero commentato la scelta. Non è una novità per il professionale di via Bice Cremagnani. Già in passato studenti turbolenti sono stati condannati a occuparsi di persone fragili «con risultati sorprendenti», ha ricordato il preside Daniele Zangheri. E' stato lui nei suoi colloqui individuali con i 22 della classe al centro del caso, ad aprire un varco nel muro di silenzio ostinato dietro al quale si era trincerato il responsabile. Non sarà il solo a pagare. Quattro giorni di sospensione sono stati comminati anche ai suoi fiancheggiatori, il gruppetto che gli ha dato man forte durante l’aggressione.

I genitori presenti ieri sera al Consiglio di classe decisivo non hanno avuto nulla da obiettare ai provvedimenti. A Zangheri anche qualche complimento per la gestione di un fatto che ha già lasciato il segno. Resta aperta l’indagine dei carabinieri che lavorano al fascicolo con la Procura dei minori di Milano. Dentro, per adesso, ci sono la denuncia dell’insegnante e le testimonianze degli allievi della terza superiore ormai nota in tutta Italia. In campo, pure gli ispettori spediti in Brianza dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che hanno già acquisito i registri degli ultimi tre anni per capire come sia stata gestita la disciplina in quella classe. Sotto la lente non solo il comportamento dei giovani, ma anche l’operato dei professori.