Immagine di repertorio (Foto Marmorino/Newpress)
Immagine di repertorio (Foto Marmorino/Newpress)

Milano, 21 settembre 2016 - Il responsabile Scuola dell'Arcigay, Ezio De Gesu - ha commentato il caso di una presunta iscrizione rifiutata a un ragazzino perché gay: "Stiamo attendendo gli sviluppi della vicenda e maggiori informazioni, soprattutto la posizione, in merito, della scuola coinvolta. Poi, se il caso, come normalmente facciamo, chiederemo l'intervento del Miur".

"Noi su questa vicenda non siamo stati contattati dalla famiglia - ha aggiunto - e nell'episodio precedente, un anno fa, i genitori avevano attivato direttamente la magistratura. Attendiamo di capire meglio l'accaduto. Comunque, nonostante il doppio episodio, non abbiamo evidenze di particolari picchi di discriminazione in Lombardia".

Ma la scuola non ci sta e replica:

«In riferimento alle notizie diffuse dalla stampa oggi, vogliamo precisare che il ragazzo in questione non è iscritto al nuovo anno perché non ha presentato domanda di iscrizione al 'Terzo corso sala bar' entro i tempi stabiliti». Lo ha comunicato, in mattinata, l'Ente cattolico per la formazione professionale di Monza. In merito a una possibile discriminazione nei confronti del giovane, che secondo la famiglia non sarebbe riuscito ad iscriversi in tempo per il tergiversare della direzione scolastica, l'Ecfop ha replicato che «il nostro ente non ha mai messo in atto alcuna discriminazione in quanto accoglie ragazzi di ogni nazionalità e religioni e si è sempre adoperato per l'inclusione e l'integrazione».

L'Ecfop ha ricostruito il percorso che lo studente avrebbe fatto, nei confronti dell'istituto stesso, per iscriversi, dallo scorso anno. Secondo quanto afferma la scuola «a conclusione dell'anno 2015/16 la famiglia del ragazzo non si è presentata all'incontro programmato per i colloqui finali e per il rinnovo dell'iscrizione; a giugno e luglio non si è più presentata nè ha chiamato al telefono. Il ragazzo ha chiamato però una volta in segreteria chiedendo le modalità per iscriversi. E la segreteria ha riferito di richiamare nei giorni successivi in quanto in sede non erano presenti gli addetti di riferimento. E il ragazzo non ha più chiamato». Sempre secondo la ricostruzione dell'Ente «a settembre il ragazzo non si è presentato per saldare il debito in economia e diritto (esami di riparazione, ndr); l'8 settembre ha telefonato la madre chiedendo come fare per iscrivere il figlio e la docente di rifermento le ha spiegato che, viste le dichiarazioni rilasciate l'anno precedente nelle quali la famiglia asseriva di voler iscrivere il ragazzo altrove e la loro assenza nel periodo estivo, credeva che avessero proceduto con un'altra scuola». «Il giorno successivo la docente ha parlato direttamente con il ragazzo che le ha detto di trovarsi a Roma con amici» e questo sarebbe stato l'ultimo contatto ufficiale.

Intanto, tuttavia, la polemica non si arresta e fioccano le reazioni politiche

"La madre dello studente gay dell'Ente cattolico per la formazione professionale (ECFoP) di Monza, il cui caso balzo' alla cronaca l'anno scorso per essere stato messo in corridoio da un docente per la sua 'influenza negativa' sui compagni, ha denunciato il rifiuto dell'istituto a iscrivere il giovane per il nuovo anno scolastico. Se confermato, si tratterebbe di una nuova intollerabile azione discriminatoria. Il 6 ottobre 2015 avevamo presentato, insieme ad altri 33 senatori, un'interpellanza urgente che non ha mai avuto risposta. Mi auguro che la Ministra per l'istruzione voglia approfondire la vicenda e riferire in aula sui fatti e le eventuali misure da adottare. È inaccettabile che un istituto di formazione finanziato con soldi pubblici non rispetti i principi di non discriminazione sanciti dalla nostra Costituzione". Cosi' il senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice.

Un centro di formazione professionale, anche se privato, non si puo' permettere nel terzo millennio di rifiutare l'iscrizione ai corsi di un ragazzo perche' e' gay. Un comportamento discriminatorio grave ed inaccettabile che non puo' lasciare insensibili le Istituzioni". Lo afferma in una nota Nicola Fratoianni dell'esecutivo nazionale di Sinistra Italiana, riguardo al caso dell'istituto Ecfop di Monza. "Se esiste ancora a Palazzo Chigi l'Unar, depotenziato e reso inefficace da questo governo - prosegue l'esponente della sinistra - si attivi immediatamente. Fino a quando il ragazzo non sara' riammesso alle lezioni, siano sospese e riviste tutte le forme di finanziamento pubblico del centro professionale. E anche l'ineffabile ministra Giannini - conclude Fratoianni - batta un colpo e si faccia sentire, invece di insistere con la litania triste e ipocrita della buona scuola".

Ma la scuola si difende ancora anche per bocca dei ragazzi

«Discriminazione? In che senso? No, da noi direi proprio che non c'è nessuna discriminazione». È questo il parere di tre studenti dell'Ecfop, l'Ente cattolico per la formazione professionale di Monza, al centro di polemiche per la presunta mancata iscrizione di un ragazzo gay. «No guarda - spiega uno di loro - qui ci sono studenti e professori di tutte le religioni e tutti i colori, figuriamoci se in un clima del genere ce la meniamo per un ragazzo gay». «Io ne ho uno in classe - dice una ragazza di 14 anni - e siamo tutti amici. Cioè, quando ci arrabbiamo tra di noi ci arrabbiamo per altri motivi, non certo perché lui è gay o etero». 
L'opinione dei ragazzi che escono dall'istituto cattolico, in via Lamarmora a Monza, è pressoché unanime: tutti sanno di quanto avvenuto esattamente un anno fa, nel settembre 2015, quando lo stesso studente venne fatto uscire da un'aula per una controversa vicenda relativa a una sua foto seminudo postata su Facebook. Pochi, invece, sono già al corrente delle polemiche nate dopo alcuni articoli di stampa e online stamani. I docenti, invece, non vogliono parlare, mentre la scuola ha preferito
affidarsi a un comunicato stampa. L'Ente è un'istituzione molto conosciuta a Monza e occupa lo spazio di un intero isolato nella zona di San Biagio, non distante dalla Villa Reale. È composto da una scuola elementare e media legalmente riconosciuta che occupa una parte del grande stabile, e dalla scuola professionale (quella coinvolta nella vicenda, ndr) che ha indirizzi turistici, elettrotecnici e tecnici audiovideo.

La Regione, il leghista Romeo: basta polemiche pretestuose

"Basta con polemiche create ad arte e costruite sul nulla". Così in una nota Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale, sul caso di uno studente dell'Istituto Professionale Ecfop di Monza vittima, secondo quanto asserito
dai genitori, di un caso di omofobia da parte della scuola. "Non credo che all'Ecfop sia avvenuta alcuna discriminazione, e non ho difficoltà a credere a quanto affermato dai responsabili della scuola, che hanno ricostruito nei dettagli l'intera vicenda. Ormai la presunta omofobia - conclude Romeo - sta diventando solo un pretesto da utilizzare per giustificare le politiche Lgbt e i progetti gender nelle scuole".

 

Ma il Gay Centrer insiste: revocare la convenzione

Revocare la convenzione fra Regione Lombardia e l'Ente cattolico di formazione professionale di Monza, Ecfop, colpevole di aver rifiutato l'iscrizione di un ragazzo perchè omosessuale. E' la richiesta avanzata dal Gay Center dopo la segnalazione dei genitori del ragazzo che si sarebbe vista rifiutare l'iscrizione al terzo anno del corso professionale scelto. L'Ecfop è stata al centro delle polemiche già lo scorso per aver deciso di non celebrare la messa di Natale per non offendere ragazzi di altre confessioni eligiose.

"Regione Lombardia cosa ha da dire sulla vicenda di palese omofobia alla scuola Ecfop di Monza? Pare che questa scuola sia convenzionata con la Regione. Bene, se i fatti esposti dai genitori sono reali, cosa di cui non dubitiamo, la convenzione
andrebbe revocata.
Così come chiediamo che intervenga il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. Non si possono finanziare scuole dove avvengono fatti come questo", ha scritto in una nota il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo.

La parziale retromarcia

Il presidente dell'Ecfop, don Marco Oneta, ha scritto al dirigente scolastico dell'istituto di Monza al centro di polemiche per la mancata iscrizione di uno studente, dichiaratamente omosessuale, per chiedere la sua
riammissione. Lo ha fatto scrivendo una lettera aperta al preside Adriano Corioni: «Ti chiedo di considerare se, nel rispetto dei regolamenti, sia ancora possibile accettare tra i nostri alunni il ragazzo, perché possa giungere alla qualifica
professionale in un ambiente educativo rigoroso e costruttivo come la nostra scuola. Il bene di questo giovane è l'unica cosa che si sta veramente a cuore».
Nello scritto, il presidente sottolinea le differenti opinioni tra la famiglia del giovane che ha dato vita alla polemica (e che già un anno fa aveva fatto denuncia per un episodio di discriminazione, ndr) e lo studente che avrebbe invece espresso il desiderio di continuare a studiare lì. Nelle prossime ore è quindi probabile che la dirigenza dell'istituto scolastico si riunisca per decidere il da farsi ed eventualmente iscrivere il ragazzo per l'anno scolastico in corso. Tra l'altro il giovane, che ha ancora dei debiti formativi, dovrebbe comunque prima saldarli per poter essere regolarmente iscritto.


Il lieto fine

'Ente cattolico per la formazione professionale (Ecfop) di Monza ha deciso di riammettere in deroga il ragazzo che sarebbe stato escluso in quanto omosessuale. E' quanto si apprenda da una nota in cui l'Ente, che sottolinea
di non aver "mai messo in atto alcuna forma di discriminazione", e spiega che il ragazzo in questione "non ha presentato la domanda di iscrizione entro i tempi stabiliti, ma pochissimi giorni prima dell'inizio delle lezioni".