La Lombardia in zona rossa da domani riaccende la polemica politica. Il presidente della Regione Attilio Fontana contesta la decisione del ministro della Salute Roberto Speranza e minaccia ricorso, il sindaco Giuseppe Sala rileva delle contraddizioni nelle parole del governatore, Forza Italia e Lega, da una parte, e il Pd, dall’altra, scendono in campo in difesa o contro la presa di posizione di Fontana. Ma ripartiamo da capo. Fontana, in mattinata, a margine di un evento a Concorezzo, parte all’attacco: "Ho appena parlato con il ministro...

La Lombardia in zona rossa da domani riaccende la polemica politica. Il presidente della Regione Attilio Fontana contesta la decisione del ministro della Salute Roberto Speranza e minaccia ricorso, il sindaco Giuseppe Sala rileva delle contraddizioni nelle parole del governatore, Forza Italia e Lega, da una parte, e il Pd, dall’altra, scendono in campo in difesa o contro la presa di posizione di Fontana.

Ma ripartiamo da capo. Fontana, in mattinata, a margine di un evento a Concorezzo, parte all’attacco: "Ho appena parlato con il ministro Speranza, la zona rossa è una punizione che la Lombardia non si merita. Qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso". Il governatore, subito dopo, rincara la dose: "Secondo me bisogna rivedere la zona rossa, perché oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri eppure c’è il rischio che si entri in zona rossa. I cittadini si sono comportati tutti molto bene e sinceramente la zona rossa è estremamente penalizzante. Ho chiesto a Speranza di riguardare, lui mi ha detto che farà fare ancora dei controlli e che chiamerà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione".

La decisione del Governo, intanto, rende vano, di fatto, il pronunciamento del Tar, che aveva dato torto alla Regione e ragione ai genitori sulla didattica a distanza: lunedì le scuole superiori avrebbero potuto svolgere le lezioni in presenza, ma la zona rossa azzera quanto deciso dal Tar. "Le scuole non riapriranno", conferma Fontana.

È su queste parole del governatore che si inserisce l’affondo di Sala: "Da domenica saremo in zona rossa. Ma qualcosa non torna. Prima Regione Lombardia decide di non riaprire le scuole fino al 24 gennaio (salvo essere smentita dal Tar). Poi Fontana dice per giorni “siamo vicini alla zona rossa”. Oggi (ieri, ndr) strepitano. Dando per scontato che in Regione hanno i dati, perché non ci fanno capire come stanno realmente le cose?".

La polemica, nel frattempo, continua. Il capogruppo di FI in Regione, Gianluca Comazzi, si schiera al fianco di Fontana: "La decisione del Governo di rendere la Lombardia zona rossa è uno schiaffo a milioni di lombardi. Se hanno deciso di chiudere tutto, ci aspettiamo subito un ingente stanziamento di risorse per risarcire ristoratori, commercianti, liberi professionisti e partite Iva, che da mesi si trovano con l’acqua alla gola". Il capogruppo del Pd in Comune Filippo Barberis, invece, definisce Fontana "inaffidabile e contraddittorio" e aggiunge: "Ma Fontana che oggi definisce la zona rossa “una punizione che non ci meritiamo” è lo stesso che ha passato gli ultimi giorni a dire che “ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”? Sì, non è un caso di omonimia ma l’ennesima conferma della inadeguatezza del governatore".