Beppe Sala
Beppe Sala

Milano, 31 marzo 2016 - Mette uno a fianco all’altro sulla scrivania gli ultimi lanci d’agenzia: la Camera di Commercio di Milano che registra un tasso di occupazione degli alberghi superiore a quello di Roma e Firenze, l’acquisto di 15 treni della metropolitana da parte di Atm, il Cnr e Ibm interessati al post Expo. «Milano vive una stagione di grande positività e non può fermarsi qui», scandisce Giuseppe Sala, candidato sindaco del centrosinistra. «Solo noi possiamo dare ai milanesi la garanzia che questa stagione continuerà, perché noi siamo credibili. Gli altri no». Il riferimento è al centrodestra e al suo candidato sindaco, Stefano Parisi.

Sala, se Milano funziona già oggi, lei che può darle di più?
«Milano deve valorizzare la ritrovata dimensione internazionale, deve essere protagonista di un’internazionalizzazione che sia vita, ricchezza, dialogo. Penso di essere l’uomo giusto per questo obiettivo. E quanto ho fatto all’Expo lo dimostra. L’evento ha dato un grande contributo al miglioramento dell’attrattività della città, non è casuale che oggi i cinesi siano tra i maggiori clienti di via Montenapoleone. Se guardo al centrodestra vedo, invece, una coalizione che ha nostalgia del passato, che guarda indietro, che fomenta paure. Con Parisi ci sono i soliti noti degli ultimi 20 anni. Lì vedo una Milano padana, non una Milano internazionale».

Elogia l’acquisto dei treni da parte di Atm. Però vuole più privati nelle partecipate.
«Di Atm non credo si debba privatizzare neanche l’1%. Sul trasporto pubblico ci sono altre priorità e anche qui l’esempio è Londra. Il primo obiettivo è l’integrazione tariffaria nella Città Metropolitana e in Lombardia. Basta parlarne: ora bisogna farlo, bisogna superare nell’immediato la giungla di tariffe e servizi che divide la rete. Per questo riprenderò in mano il dossier sulla fusione tra Atm e Trenord: si deve fare, se serve».

Da sindaco dopo l’Expo le toccherebbe il dopo Expo.
«La velocità è fondamentale. C’è da far bene ma anche in fretta. Lo Human Technopole occuperà solo il 15% dell’area ma è decisivo per attrarre investimenti. Non esprimo giudizi sul progetto scientifico perché ho altre competenze e mi meraviglio di chi tifa contro o a favore. Da sindaco mi impegnerò perché l’operazione si faccia nel più breve tempo possibile e solleciterò sempre l’aiuto del governo: inutile fare i separatisti come quelli del centrodestra, il governo è indispensabile».

Per i sondaggi è avanti di soli tre punti su Parisi. È sereno?
«Gli esponenti del centrodestra mi fanno ridere quando mi dipingono come preoccupato da Parisi. Non lo sono. Anzi, sono convinto che i milanesi siano contenti di come è stata governata la loro città in questi cinque anni».

Avrà nomi di Comunione e Liberazione nella sua lista? Parisi dice che Cl voterà lui.
«Anche nel mondo della Compagnia delle Opere ci sono interlocutori. Il dialogo è aperto e la mia non è una posizione isolata: la Giunta uscente ha collaborato 5 anni con importanti e meritorie organizzazioni della CdO. Detto questo, la mia lista non sarà pronta prima di metà aprile. E con Parisi non gioco a chi è più vicino a questo o a quel mondo. La nostra cifra è la credibilità».

Da sindaco che farebbe per tenere alti i flussi turistici?
«Bisogna mettere a sistema il tanto di buono e di bello che Milano ha già dal punto di vista dell’offerta culturale e turistica. Il modello è Londra. Lì c’è una società pubblico-privata che promuove la città facendone dialogare le eccellenze: questa è la mia proposta».