Roberto Maroni
Roberto Maroni

Milano, 15 settembre 2016 - Le eccezioni preliminari della difesa di Roberto Maroni sono state tutte bocciate. Il governatore lombardo è accusato di induzione indebita e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente per presunti vantaggi illeciti fatti ottenere da due sue ex collaboratrici al Viminale. L'avvocato Domenico Aiello aveva chiesto l'inutilizzabilità delle intercettazioni agli atti dell'inchiesta che, però, secondo il collegio sono state tutte "motivate mediante atti d'indagine allegati alle richieste del pm", il quale oggi ha anche precisato che "tutte le telefonate private sono state tolte".

In secondo luogo, i giudici hanno definito "del tutto prive di rilievo" le argomentazioni portate dal legale in merito alla presunta "ministerialità" dell'ipotesi di reato che avrebbe dovuto comportare la trasmissione al Tribunale dei Ministri nella fase iniziale del procedimento. Come nelle altre udienze, anche stavolta è andato in scena il 'braccio di ferro' tra le parti per fissare il calendario delle prossime udienze. L'avvocato Aiello ha fatto presente che il prossimo 22 settembre, data giaà  fissata, ha un impegno professionale concomitante a Monza e, dopo qualche 'trattativa' con l'evidente disappunto dei giudici per il nuovo rinvio, si è stabilito il ritorno in aula per il 6 ottobre quando verrà conferito al perito l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni.

Il 20 ottobre via all'ascolto dei testi della procura, a cominciare dal maresciallo del Noe Giuseppe Di Venere, che ricostruirà  le fasi dell'indagine. Maroni era assente perché, come spiegato dal suo difensore , "impegnato in Commissione a Roma". Tra le contestazioni che gli sono mosse quella di aver fatto ottenere medianti pressioni indebite un viaggio a Tokyo nell'ambito di Expo alla sua allora collaboratrice Maria Grazia Paturzo alla quale sarebbe stato legato da una "relazione affettiva".