Riccardo Montolivo
Riccardo Montolivo

Milano, 30 dicembre 2018 - Ultima del girone di andata e ultima chiamata per il Milan di Gattuso. Ieri sera contro la Spal i rossoneri hanno chiuso il 2018 con un bilancio tutto sommato positivo per la posizione in classifica ma molto negativo nei risultati più recenti. A San Siro si sono presentati in quarantotto mila per seguire il posticipo contro la SPAL, ma alla vigilia della sosta di campionato e soprattutto della sessione invernale di mercato, anche il pubblico, dagli spalti, si è pronunciato sulla rosa dando chiari segnali alla società. In realtà nell’ultimo mese sotto esame ci sono finiti un po’ tutti: per primo Gonzalo Higuain, che i tifosi del Milan avevano individuato come un numero nove finalmente all’altezza e che stava deludendo le aspettative.

Anche ieri sera, alla fine del primo tempo, lo stadio non gli aveva risparmiato i fischi, dovuti a un controllo sbagliato dell’argentino. Ma è stato il compagno di squadra Abate ad intervenire e chiedere al pubblico di smettere. Mai così pertinente l’ammonimento, visto che il gol del 2-1 al 64’ l’ha segnato proprio il Pipita. La lente d’ingrandimento comunque non ha escluso nessuno nell’ultimo periodo, nemmeno Gattuso. Ma nei giorni scorsi Leonardo, Maldini e la società l’avevano rassicurato sul suo futuro. Futuro che sembra lontano dai rossoneri invece per due giocatori come Montolivo e Bertolacci. L’ex capitano del Milan è stato protagonista di un’infuocata polemica alla vigilia del match con la Fiorentina del 22 dicembre; ma ieri sera è arrivata una presa di posizione sugli spalti che somiglia ad una sentenza. È bastato che lo speaker pronunciasse il suo nome tra i disponibili in panchina perché si sentissero immediati i fischi. È ormai evidente che il rapporto non è in crisi solo con l’allenatore, ma anche con il pubblico.

Il centrocampista ex Fiorentina non gioca da maggio contro l’Atalanta, ha segnato l’ultima rete contro la Lazio nel settembre del 2017 e ha partecipato ad un’azione da gol nella gara contro la Spal del febbraio scorso, vinta dai rossoneri 4-0. Stessa situazione per Bertolacci, impiegato poche volte da Gattuso e sempre al di sotto delle aspettative. Anche per lui sembrano rimanere tanti fischi e pochi applausi. Contrariamente a quanto accade per Cutrone. Per l’attaccante classe ’98 l’affetto del pubblico è sempre incondizionato, anche quando parte dalla panchina come contro i ferraresi. Applausi insomma sembrano essercene pochi per i giocatori del Milan, e alla vigilia del mercato, non si può non tenerne conto.