Ecco la notte speciale di Shade: “Sul palco milanese con tanti amici. Una tappa che voglio gustarmi”

Il rapper ai Magazzini Generali. “Intanto sto scrivendo cose nuove: ma sono ipercritico e ho bisogno di tempo”

Shade

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Milano – Che notte stanotte per Shade, in scena ai Magazzini Generali con gli amici che l’affiancano pure in “Diversamente triste”, quarto capitolo di una discografia varata nove anni fa, uscito a luglio. C’è il Vegas Jones di “Ex”, c’è la Federica Carta di “Per sempre mai”, ci sono il Dani Faiv e il Nerone di “Sopra di te”, c’è perfino il J-Ax di “Tori seduti”. «Ripetere a Milano, che è una piazza più esigente e abituata agli eventi di un certo livello, quel che ho fatto giovedì scorso all’Hiroshima Mon Amour di Torino sarebbe fantastico», dice Shade, al secolo Vito Ventura, classe 1987. «Sarà una prova fisica e vocale non da poco visto che il concerto dura due ore».

Cosa la sorprende di più di questo spettacolo?

«Tenuto conto delle prove complicate, se parliamo del concerto torinese quello di essere arrivato in fondo senza sbagliare niente. Ma anche l’intimità creata con la gente, sia nelle parti più divertenti che in quelle tristi».

“Diversamente triste” che ruolo ha in questo spettacolo?

«Sta più o meno nel mezzo, ma non mancano cose dai predecessori ‘Clownstrofobia’, “Mirabilansia’ e soprattutto ‘Truman’. Ma ci saranno pure i freestyle che mi hanno fatto conoscere sul web, ma anche quelli con due ‘king’ per eccellenza del genere quali Ensi e Nerone. Insomma, i tre vincitori delle tre dedizioni di Mtv Spit insieme sul palco».

Questo show è un punto d’arrivo o un passaggio?

«È un passaggio, ma vorrei godermelo come se fosse un punto d’arrivo. Ultimamente c’è un po’ la tendenza a non godersi le cose belle, pensando in maniera compulsiva al futuro. E invece, anche se i Magazzini non sono il Forum o San Siro, io voglio assaporare quel piacere fino in fondo. Una tappa importante della mia vita che mi responsabilizza molto verso chi ha scelto di acquistare un biglietto per venirmi ad ascoltare».

Dopo questo show cosa c’è?

«Sto scrivendo cose nuove, ma sono ipercritico con me stesso e ho bisogno di tempo. Spero solo di offrire a chi mi segue qualcosa d’inaspettato e di bello».

Torino per lei è casa, Milano trasferta.

«Già, ma la città mi ha sempre accolto a braccia aperte. Ed è una bella sensazione che mi impone quasi l’obbligo di dare qualcosa in più».

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