Jesus Christ Superstar, Anggun nuova Maddalena: “Un messaggio forte di speranza e di libertà"

La cantante indonesiana nella versione firmata Piparo, fino al 17 marzo allo Scalo Farini di Milano. "È un momento terribile, ma questo spettacolo parla anche a chi ha fedi diverse"

Anggun nel ruolo della Maddalena

Anggun nel ruolo della Maddalena

Milano - Per consegnare di persona la sua corona (di spine) nelle mani di Lorenzo Licitra, ieri sera è planato a Milano pure Ted Neeley, il Jesus Christ più “Superstar” della storia. In scena negli spazi dello Scalo Farini da domani al 17 marzo sotto il tendone del Sistina Chapiteau, infatti, questa versione del trentennale del musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice diretta da Massimo Romeo Piparo vede l’ex tenore di X-Factor (e “Tale e quale show”) nei panni di Gesù.

La presenza (in platea) di Neeley è dovuta ai 10 anni dal suo debutto in questa edizione italiana e ai 50 dall’interpretazione del film di Norman Jewison, ricorrenza che il 12 e 13 marzo consente ai possessori del biglietto per lo spettacolo serale di poter pure assistere (alle 17) alla proiezione della pellicola in compagnia del suo protagonista. Nel cast ci sono Frankie hi-nrg mc nei panni di Erode e Feisal Bonciani in quelli di Giuda, ma anche Anggun nel ruolo di Maria Maddalena. "È il mio secondo ruolo teatrale in un anno" dice la cantante indonesiana trapiantata a Parigi, 49 anni. "Ho debuttato nel musical a gennaio 2023 con ‘Al Capone’ alle Folies Bergère assieme a Roberto Alagna, lui nei panni del boss di Chicago e io in quelli della sua amante Lili".

Maria Maddalena l’hanno interpretata in tante, da Yvonne Elliman a Irene Cara, da Agnetha Fältskog degli Abba a Sara Bareilles, a Mel C delle Spice Girls. Lei a chi s’è ispirata?

"Avendoci lavorato assieme come giudice di Asia’s Got Talent, Melanie (Chisholm, Mel C, ndr ) la conosco bene, ma l’interpretazione che ho studiato per davvero è stata quella di Elliman perché fu lei la Maddalena originale, del musical e del film".

Qual è la forza di questo musical?

"Credenti o no, musulmani come me o cristiani come voi, abbiamo tutti bisogno di coltivare la speranza. E Cristo è un simbolo di speranza, così come lo è la figura di Maria Maddalena, che sceglie chi amare in un mondo dove questa libertà alle donne non è sempre concessa".

Durante la flagellazione di Cristo scorrono sullo schermo le immagini dei martiri di quest’ultimo secolo: dall’Olocausto a Navalny.

"Massimo mi ha detto di aver dovuto aggiornare le orribili immagini che accompagnano la fustigazione praticamente a ogni nuova versione del musical".

Trentanove frustate, trentanove immagini. A lei qual è quella che fa più male?

"Probabilmente le ultime: gli orrori di Gaza, il sacrificio di Navalny. Penso che questo sia un momento particolarmente pericoloso, perché non c’è più dialogo tra le persone, ma una polarizzazione costante delle idee acuita dai social media. Un ritorno di Trump alla Casa Bianca potrebbe preludere a nuove catastrofi. Penso che il premierato di Giorgia Meloni in Italia o il favore di cui gode Marine Le Pen in Francia siano segnali di una nuova percezione da parte della gente del concetto di normalità".

Reinventando il cast di “Jesus Christ Superstar” con i cantanti italiani con cui ha duettato in passato, come assegnerebbe i ruoli?

"Gesù lo farei interpretare da Andrea Bocelli, mentre a Piero Pelù affiderei i panni di Giuda e a Zucchero quelli di Erode. Per Pilato, mi faccia pensare… probabilmente sceglierei Ron".

Fra le tante esperienze italiane di questi 25 anni, quali ricorda con maggior affetto?

"Innanzitutto, il Festivalbar del ’99 condotto da Fiorello. Divertentissimo. E poi, grazie al Concerto di Natale, ho avuto modo di cantare in Vaticano per tre papi differenti, Giovanni Paolo, Benedetto e Francesco. Quale altro cantante musulmano può dire di aver fatto altrettanto?".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro