Dolcenera in collaborazione con il giovane rapper Laioung
Dolcenera in collaborazione con il giovane rapper Laioung

Milano, 1 aprile 2020 - “Probabilmente asintomatica”. Reclusa nella sua casa sulle colline fiorentine Dolcenera trova la forza e la voglia di stemperare la tensione di questi giorni parlando del bombardamento mediatico che accompagna il suo ritorno in radio con “Wannabe”, il brano in cui trova l’impronta rap e metropolitana di Laioung. "Dopo gli ultimi concerti lombardi sono volata in Kenya in vacanza e poi, al ritorno, ho passato diversi giorni a Milano proprio proprio alla vigilia dell’epidemia. Quindi, a sentire tv e giornali, dovrei preoccuparmi pure io".

Cosa faceva in città?
"Stavo cercando casa in zona Brera, perché ho deciso di andare contro la natura di cantautrice solitaria che mi ha sempre contraddistinta. E Milano è il posto migliore per cercare degli scambi, trovare stimoli".

Pure il video di “Wannabe” l’avete girato in Lombardia.
"Già, al cimitero di Crespi D’Adda, all’ombra del maestoso monumento funebre di forma piramidale col suo carico di leggende a volte sinistre, il giorno prima che la Lombardia venisse dichiarata zona rossa. Il resto invece l’abbiamo ambientato in un centro direzionale abbandonato alla periferia di Roma, il giorno prima del “lockdown”dell’Italia. Due coincidenze che hanno corroborato l’idea di far uscire il brano ora".

Come vive questa nuova condizione?
"Per elaborare le mie canzoni ho sempre cercato un certo isolamento e l’unica cosa che soffro davvero ora è la possibilità di fare sport. Anche se attualmente ho qualche difficoltà, perché riesco a scrivere soprattutto nei momenti di positività e questo non è esattamente un momento ascrivibile a quel tipo di sensazione. Alcuni cantautori riescono a dare il meglio nei momenti di sofferenza, depressione, ma io no solo in quelli in cui sono felice".

Perché allora questo singolo?
"Perché ha un testo che mi sembra rispettoso del momento storico. La mia reazione al virus non è stata quella di buttarmi sui social, ma ho dovuto riflettere, razionalizzare. Il pezzo prende coscienza della fragilità di un sistema basato sulle apparenze e invita al coraggio di sentirsi anche delle voci solitarie; a non avere paura della paura di esporre pensieri in controtendenza".

Nelle sue collaborazioni è passata da Lazza a Laioung. Perché?
"Perché sono due musicisti. Suonano entrambi il piano. Li ho conosciuti nel 2018, quando per realizzare le cover poi riunite nell’ ep “Regina Elisabibbi”, mi sono avvicinata a studiare il mondo della trap. Nella sua parte dice delle cose molto belle, parlando di meritocrazia, di libertà di frontiere e di altre cose molto attuali".

Cosa c’è per lei alla fine del tunnel?
"Al momento un grande punto interrogativo. Chi lo sa cosa accadrà al mondo? Se coglieremo l’occasione per diventare migliori, di connetterci non soltanto sui social. Sento, infatti, che al momento siamo divisi, ma anche che stiamo cercando un’unione. Chissà pure se riusciremo a trovare finalmente la nostra identità di europei, disposti a lottare per rivendicare quel ruolo di mediatori tra Oriente e Occidente, tra nord e sud del mondo, che ci ha spinti a metterci assieme".