Milano, 1 ottobre 2018 - La rapina. Poi la violenza brutale. Il marchio di Sergiu Valerian Iepure. Agì così il 13 agosto del 2009 in un albergo di Genova, stuprando una giovane receptionist sudamericana. Nove anni dopo, e a pochi mesi dal suo ritorno in Italia dopo aver finito di scontare la condanna a 10 anni in patria, ha fatto lo stesso in un quartiere periferico di Milano, aggredendo una 70enne sull’uscio di casa e abusando di lei dopo averle portato via portafogli e cellulare. 

Ne sono convinti gli agenti della Squadra mobile, che l’altra notte hanno fermato il romeno di 42 anni (compiuti ieri peraltro), scovato in provincia di Mantova a casa di conoscenti. L’indagine inizia il 21 settembre, quando dalla zona della Bovisasca arriva la richiesta d’aiuto dell’anziana: la vittima racconta di essere stata seguita fino all’ingresso di casa, spinta all’interno e brutalizzata. I primi accertamenti si concentrano sullo smartphone rubato alla donna: il segnale consente di seguire i movimenti del balordo, che si sposta tra la stazione e una mensa per clochard. Lì vanno a cercarlo i poliziotti: non lo trovano, ma riescono a tirar giù un elenco di persone da tenere sotto controllo. Il romeno, però, non si trova: senza fissa dimora, trascorre la notte per strada; col telefono della donna fa pure una chiamata a un’agenzia interinale

Le ricerche vanno avanti. Fino a sabato , quando il cerchio si chiude: la pista giusta porta a un appartamento di Quistello, nel Mantovano, dove il 42enne si sarebbe spostato 4-5 giorni fa. Le tracce biologiche rinvenute sul luogo dell’aggressione avrebbero tolto ogni dubbio: è lui l’autore della rapina e della violenza sessuale. Oltre ai riscontri investigativi, c’è quel precedente pesantissimo del 2009. La sera del 13 agosto, Iepure entrò in azione in un albergo a Genova: attirò in trappola la receptionist 32enne con la scusa di un guasto alla doccia della camera, le sbattè la testa contro lo spigolo di un mobile per tramortirla e le rubò portafogli e cellulare dalla borsetta; poi la scaraventò sul letto, le strappò i vestiti di dosso e abusò di lei. 

In quell'occasione, fu arrestato in flagranza dalla polizia, dopo che il fidanzato della vittima, intervenuto a salvarla, lo aveva costretto a buttarsi dalla finestra in un disperato tentativo di fuga. Condannato a 10 anni, nel 2012 è stato estradato in Romania, dove ha finito di scontare la pena. Nel 2018 è uscito, e poco dopo è rientrato in Italia. Da due giorni è di nuovo in cella, nel carcere di Mantova, in attesa dell’udienza di convalida. «Lo schifoso era già stato rispedito in Romania per un’altra violenza di dieci anni fa, ma, uscito dal carcere, ha pensato bene di tornare subito in Italia! – ha scritto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – Posto che questo soggetto dovrebbe essere subito restituito alle patrie galere (e questa volta suggerisco di buttare la chiave), confermo l’opportunità della castrazione chimica farmacologica per “curare” questi infami: altri Paesi la sperimentano da anni, perché in Italia no???».