Via le bandiere, resta la polemica. Sala attacca Jarach: "Fa politica". Meghnagi accusa M5S: antisemiti

Il sindaco al presidente del Memoriale della Shoah: "È uomo di destra". La replica: "Uscita fuori luogo". Presidio bipartisan pro Israele al Castello, il numero uno della Comunità ebraica: Conte deve studiare.

Via le bandiere, resta la polemica. Sala attacca Jarach: "Fa politica". Meghnagi accusa M5S: antisemiti

Via le bandiere, resta la polemica. Sala attacca Jarach: "Fa politica". Meghnagi accusa M5S: antisemiti

Quelle due bandiere sono già state ripiegate, ma la loro comparsa sulla facciata di Palazzo Marino non smette di alimentare tensioni e scontri dai toni sempre più aspri su quello che sta accadendo in Medio Oriente. Ieri il vessillo di Israele e quello della pace sono stati "ammainati": non per ragioni ideologiche, bensì perché il cerimoniale impone che le bandiere di altri Stati vengano esposte solo in determinate circostanze e per periodi brevi. Tuttavia, la scelta del Consiglio comunale di affiancare l’arcobaleno alla stella di David ha generato la reazione del presidente del Memoriale della Shoah Roberto Jarach, che martedì ha detto: "Non sono soddisfatto, ritengo che sarebbe stato opportuno, come avvenuto in tutta Europa e in tutto il mondo in questi giorni, avere solo la bandiera di Israele". A chi gli ha chiesto se ne avesse parlato col sindaco Giuseppe Sala, ha fatto sapere: "Ho poche occasioni di incontrarlo, visto che non viene spesso al Memoriale". La replica del primo cittadino è arrivata 48 ore dopo: "Mi sembrano parole in più che non aiutano. Semplifichiamola, Jarach è un uomo di destra che usa questo momento per fare politica ed è la cosa più sbagliata che c’è". La controreplica di Jarach non si è fatta attendere: dopo aver premesso di essere "un uomo di industria" e di non aver "mai fatto politica", ha spiegato di non aver apprezzato "l’uscita del sindaco" e di averla trovata "fuori luogo", assicurando però che "lo saluterò sempre cordialmente quando lo incontrerò". Il botta e risposta ha lasciato strascichi, che si sono allungati fino al presidio pro Israele organizzato da Comunità ebraica di Milano e Il Foglio. In apertura di manifestazione, Emanuel Segre Amar, presidente dell’Associazione gruppo sionistico piemontese, ha rivelato ai 500 in piazza Castello: "Il sindaco Sala mi ha chiesto se poteva venire qui a parlare. Gli ho detto di sì, ma che se non avesse rivisto le sue posizioni probabilmente avrebbe ricevuto gli stessi fischi ricevuti da Macron sotto la Torre Eiffel qualche giorno fa. Ha cambiato idea e non è venuto". Fischi dalla piazza.

Dal palco, il ministro del Turismo in quota FdI Daniela Santanché ha detto che "Sala si deve vergognare", mentre la vicesegretaria di Azione Mariastella Gelmini ha parlato di "drammatico errore"; l’esponente del Pd Emanuele Fiano ha invece affermato che "non dobbiamo provare a dividere Milano con la politica, dobbiamo stare uniti". Il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi se l’è presa infine col Movimento 5 Stelle, assente all’iniziativa: "Si sa che manca un partito. Non li vogliamo perché sono antisemiti. Non li vogliamo". Poi la frecciata al leader Giuseppe Conte: "Deve studiare, leggere qualche libro. Se vuole posso regalargliene io qualcuno di importante o fare delle lezioni a lui e ai suoi deputati anche gratis". Replica del M5S, che minaccia azioni legali: "Attacco vergognoso e oltraggioso a un’intera comunità". "C’è una cosa di cui dobbiamo vergognarci: che il nostro Paese abbia una ministra come la Santanché", ha chiosato Sala sui social. Nicola Palma