Via Barzoni, restyling con nuovi alloggi popolari: il progetto

Intervento finanziato con il Pnrr, prevista demolizione e ricostruzione. Ma Unione inquilini frena sui trasferimenti di 40 famiglie: "Piano da ripensare"

Il rendering del progetto per le case popolari di via Barzoni
Il rendering del progetto per le case popolari di via Barzoni

Milano – È sempre più vicino il mega progetto di demolizione e ricostruzione delle case popolari di via Barzoni 11 a Porto di Mare, tre stecche di case, 60 appartamenti-villette a due piani con mini giardini uno accanto all’altro, realizzati nel Dopoguerra. Un complesso di proprietà del Comune gestito da MM.

Lo scorso ottobre è stata annunciata l’aggiudicazione dei lavori per il progetto, che è tra quelli previsti dal programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua) finanziati attraverso il Pnrr. Costo totale: quasi 15 milioni di euro. Ora, ecco le tempistiche: il progetto definitivo sarà consegnato entro il prossimo luglio e quello esecutivo entro dicembre. E sempre entro quest’anno partiranno i lavori, che finiranno per giugno 2027. Il piano è stato illustrato agli abitanti, che hanno incontrato rappresentanti del Comune a dicembre. Ma ora, in vista dei trasferimenti, attraverso il sindacato Unione Inquilini si chiede "un nuovo incontro" perché c’è "preoccupazione, soprattutto tra i più anziani". Le stecche saranno demolite e al loro posto verranno realizzati blocchi edilizi con in totale 60 alloggi popolari. E ci saranno anche una quarantina di appartamenti a canone agevolato. I nuovi palazzi saranno in classe energetica A4. Sostenibilità ambientale rispettata anche durante il cantiere. Niente barriere architettoniche e, tra gli impianti, è previsto pure quello di condizionamento. Negli spazi comuni non mancheranno servizi tra cui il deposito biciclette e l’area giochi.

Adesso, il primo passo sarà il trasloco degli inquilini (a carico del Comune), che un domani potranno tornare in via Barzoni: 40 nuclei familiari per 93 persone. Qualcuno è già stato contattato per definire gli spostamenti. Ma "chiediamo un incontro urgente – scrive Bruno Cattoli, di Unione Inquilini, a Comune ed MM –. Il progetto è stato elaborato senza l’ascolto e la partecipazione dei residenti. Si chiede di prendere in considerazione un progetto che non preveda lo spostamento dal quartiere degli inquilini, o almeno di quelli che lo richiedono, adottando eventualmente meccanismi di rotazione interna".

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