Urbanistica sotto inchiesta: "Città spogliata dai grandi fondi"

Primo dibattito tra addetti ai lavori, l’accusa del docente Berdini e del segretario della Cgil Stanzione. L’Ordine degli Architetti contro le nuove direttive del Comune: "Aggiungono caos alla confusione".

Urbanistica sotto inchiesta: "Città spogliata dai grandi fondi"

Urbanistica sotto inchiesta: "Città spogliata dai grandi fondi"

Il primo affondo arriva all’apertura del dibattito, nella relazione del presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, Federico Aldini. Parla di "incertezze normative ulteriormente aggravate" dalla delibera della Giunta sulle nuove linee di indirizzo in materia urbanistica che, dopo le inchieste della Procura con al centro decine di progetti di rigenerazione urbana (tra le pratiche contestate l’utilizzo della Scia per ristrutturazione al posto del permesso di costruire, oltre a problematiche su piano dei servizi, oneri di urbanizzazione e altri aspetti), ha recepito l’interpretazione normativa del gip che ha riconosciuto la fondatezza dell’impianto accusatorio nel caso Park Towers. Una delibera per correre ai ripari che, secondo Aldini, "pur comprendendo l’obiettivo di tutelare i dipendenti del Comune mette in discussione l’apparato normativo su cui si è lavorato in questi anni e contraddice quanto riportato nel Pgt 2030 e anche la circolare 1/2023 della stessa amministrazione relativa a un chiarimento sul tema degli edifici di altezza superiore a 25 metri". Come dire, in sintesi, che la toppa è peggio del buco.

I professionisti "non sanno come orientarsi in particolare su progetti con cantieri in corso o su pratiche sospese", mentre la richiesta di chiarimenti degli Ordini degli architetti, ingegneri e geometri al ministri Nordio e Salvini è rimasta "senza un riscontro". Temi pesanti messi sul tavolo ieri in un primo confronto promosso dal Politecnico e dalla Scuola di architettura, urbanistica e ingegneria delle costruzioni su “Territorio: un bene (In) comune“. Il tema si interseca giocoforza a quello delle inchieste che hanno terremotato l’urbanistica milanese. Ha assistito al dibattito anche uno dei pm che stanno coordinando le indagini, a dimostrazione dell’interesse sul confronto. Tra il pubblico pure uno degli ex dirigenti comunali indagati, da qualche tempo in pensione. Fra i relatori il procuratore regionale della Corte dei Conti, Paolo Evangelista, che ha aperto un’indagine parallela a quella della Procura sull’ipotesi di un danno erariale legato ai progetti di rigenerazione urbana: questione complessa, perché per contestare un danno non basta basta dimostrarne l’esistenza ma bisogna provare che funzionari pubblici abbiano agito "con dolo o colpa grave" favorendo i privati.

"L’urbanistica pubblica è stata cancellata, il governo della città è sfuggito alla mano pubblica e ora è in mano ai privati", attacca l’urbanista Paolo Berdini, che fu assessore a Roma, nella Giunta Raggi, dimettendosi a febbraio 2017 per un parere fortemente contrario al progetto dello stadio della Roma. Il segretario generale della Cgil di Milano, Luca Stanzione, descrive un "territorio oggetto della più grande speculazione capitalista predatoria", e rilancia le proposte del sindacato sulla casa. "I lavoratori del Comune sono legittimamente impauriti di fronte alle indagini – prosegue – e a tutto questo si collega un tema: negli ultimi anni il Comune ha perso duemila dipendenti e non riesce a sostituirli perché i salari sono troppo bassi per vivere a Milano". Unica voce da Palazzo Marino è quella di Antonello Mandarano, dell’avvocatura comunale, che sfiora un tema legato al fulcro delle inchieste: "Di fronte a una legislazione ipertrofica il funzionario comunale non è in grado di individuare la soluzione legittima. Il punto di equilibrio tra rispetto dell’ambiente e sviluppo economico è la rigenerazione urbana. Visto che recuperare edifici esistenti senza consumare suolo è più costoso, bisogna renderlo conveniente" per i privati.

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