FRANCESCO
Cronaca

Un gioco di lastre bianche e nere

Francesco

Felice Buonfantino

La nuova sede di Rizzoli Rcs è stata inaugurata nel 2011 e porta la firma dell’architetto Boeri con la collaborazione nel progetto strutturale (in fase preliminare, definitiva ed esecutiva) e architettonico (in fase esecutiva) di SCE Project. L’opera sembrerebbe, a occhio nudo, composta di due edifici, in realtà si tratta di un’unica struttura, ma le sue altezze sfalsate ingannano. La parte bassa è in cemento e conta 5 piani; la parte alta è una torre di 12 piani, alta 80 mt. Alla base del palazzo una piazza rettangolare ribassata rispetto al livello della strada e lastre lapidee scure come pavimentazione. L’alternarsi delle lastre che ricoprono la facciata del grattacielo è un interessante gioco visivo: fasce verticali in vetro si alternano ad altre serigrafate in bianco e nero di misure differenti. Disegni non casuali che consentono variazioni cromatiche a seconda dell’intensità dei raggi solari, cambiano, quindi, in base alle condizioni meteorologiche e alle stagioni. All’interno numerosi open space con uffici modulari e divisori flessibili che richiamano, sempre con un gioco di lastre rettangolari, la facciata esterna. A “rompere” questo sistema geometrico così schematico, l’accesso al parcheggio con una rampa circolare e aiuole anch’esse a forma di cerchio. In totale 21mila mq destinati a ospitare 1.100 dipendenti. L’intervento è stato diviso in tre lotti: A per la ristrutturazione della sede storica; B la riqualificazione delle vecchie tipografie; C l’Head Quarter di Rcs. La struttura porta oggi la firma di un grande architetto italiano come Boeri, ma già prima vantava nomi eccellenti: la sede storica, infatti, realizzata negli anni Sessanta, fu progettata da Piero Portaluppi e Gaspare Pestalozza. All’epoca una scala con doppia rampa ellittica accoglieva all’ingresso dipendenti e ospiti; nel 2017 è stata demolita per ridisegnare la destinazione urbanistica.

* Gnosis Progetti