Truffa all’Inps da 800mila euro. Intascavano i soldi per i genitori che erano morti fuori dall’Italia

Anomalie scovate dai carabinieri che hanno esaminato i database. Sei denunciati e dodici segnalati. Prelevavano l’assegno sociale destinato ai parenti defunti. Una donna ha preso 160mila euro in 8 anni.

Truffa all’Inps da 800mila euro. Intascavano i soldi per i genitori che erano morti fuori dall’Italia

Truffa all’Inps da 800mila euro. Intascavano i soldi per i genitori che erano morti fuori dall’Italia

di Marianna Vazzana

MILANO

Il caso più eclatante riguarda una donna di origine albanese che ha continuato a percepire l’assegno sociale dell’Inps destinato ai genitori, nonostante questi fossero morti nel 2015 e nel 2016, nel loro Paese d’origine. In otto anni la donna avrebbe intascato illecitamente 160mila euro. Ed è tra le sei persone denunciate dai carabinieri del Nucleo operativo del Gruppo per la tutela del lavoro di Milano, coordinati dalla Procura, per "indebite percezioni dell’assegno sociale" dell’Inps. Nel suo caso, la denuncia è anche per truffa aggravata perché simulava che i genitori fossero ancora in vita presentando dichiarazioni false.

In totale, 800mila euro di danno allo Stato, di cui 457mila già recuperati. I percettori totali sono 8.956 (dati a ottobre 2022) e l’importo dell’assegno, destinato a chi è in condizioni economiche disagiate, per il 2023 è pari a 503,27 euro per 13 mensilità. I carabinieri hanno esaminato più di 600 posizioni dopo aver individuato anomalie nei database dell’Inps. A insospettire i militari, guidati dal tenente colonnello Loris Baldassarre, sono state carte d’identità scadute e non rinnovate, irreperibilità all’anagrafe, niente più visite dal medico di base e nessuna vaccinazione anti Covid. L’indagine, che ha riguardato i beneficiari residenti nel solo Comune di Milano, ha preso in esame casistiche particolari: i percettori che hanno lasciato l’Italia senza comunicarlo all’Inps e continuando a prelevare dal proprio Paese d’origine il denaro accreditato su un conto italiano (azione illecita, perché l’assegno viene sospeso se il titolare soggiorna all’estero per più di 29 giorni e, dopo un anno, la prestazione è revocata) e i percettori morti all’estero. In questo caso, non essendoci obbligo da parte dei Paesi stranieri di comunicare il decesso all’Italia, alcuni parenti rimasti qui se ne sarebbero approfittati, percependo l’assegno sociale al posto dei defunti. Come? Per esempio servendosi del loro Spid.

Tre sono stati denunciati perché, dall’estero, continuavano a prelevare i soldi. Due per non aver comunicato all’Inps il decesso di un genitore destinatario dell’assegno appropriandosi delle somme. Uno di questi, egiziano, è irreperibile in Italia già dal 2014 e nel 2019 è stato colpito da un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Milano ancora pendente. I denunciati sono originari di Albania, Egitto, Togo e Filippine.

La donna di origine albanese, è emerso dalla indagini, avrebbe anche percepito la pensione di invalidità civile per entrambi i genitori. In più avrebbe pure rinnovato il pass disabili rilasciato dal Comune di Milano per poter parcheggiare sugli stalli ad hoc.

Ai sei denunciati si aggiungono tre persone segnalate all’Inps perché hanno trascorso all’estero un periodo superiore a quello consentito (29 giorni) e altre nove trasferitesi fuori Italia (di cui due decedute) ma che non hanno mai prelevato il denaro loro accreditato.

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