FRANCESCA GRILLO
Cronaca

A Trezzano la villetta confiscata alla mafia ospiterà i familiari dei ricoverati

Nuova vita per lo stabile di via Morona. Il sindaco di Trezzano: la destinazione del bene è stata decisa con i cittadini grazie a un concorso d’idee

Il sindaco Fabio Bottero durante il sopralluogo nella villetta di via Morona destinata all’housing sociale

Il sindaco Fabio Bottero durante il sopralluogo nella villetta di via Morona destinata all’housing sociale

Trezzano sul Naviglio (Milano) – Sarà un luogo dove ospitare i familiari di persone ammalate, costrette alla cosiddetta "mobilità sanitaria" per seguire il parente ricoverato in ospedale. Una nuova vita per la villetta in via Morona, un bene confiscato alla criminalità organizzata che diventa ora housing sociale. Un uso abitativo compatibile anche con il contesto residenziale in cui è inserito il bene.

A scegliere la destinazione della struttura, sono stati i cittadini che hanno inviato diverse proposte al concorso di idee per individuare il nuovo uso del bene confiscato. "Fin dall’assegnazione del bene di via Morona al nostro Comune da parte dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata - dichiara il sindaco Fabio Bottero - abbiamo coinvolto la cittadinanza organizzando iniziative per la riqualificazione del bene. Sono state giornate impegnative a cui hanno partecipato i volontari del presidio di Libera del Sud Ovest milanese “Angelo Vassallo” e di Libera Masseria, il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, la Protezione civile e l’Associazione nazionale carabinieri “Salvatore Nuvoletta”. Poi - prosegue il primo cittadino - abbiamo coinvolto la città con un concorso di idee per decidere insieme la destinazione del bene. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto contribuire a liberare questo spazio e a ridargli vita".

C’è stato tanto impegno per ripristinare e rendere in condizioni abitabili la villetta, da anni in pieno degrado. I volontari, soprattutto i ragazzi, si sono rimboccati le maniche e, anche sotto il sole cocente, hanno ripulito e sistemato l’abitazione, spinti dalla volontà di fare la propria parte per trasformare un luogo di mafia e criminalità in un posto per aiutare chi ha bisogno. Anche i cittadini hanno voluto dire la propria: al concorso di idee sono arrivate diverse proposte. "Abbiamo scelto di dare ospitalità a genitori e parenti che accompagnano i propri figli e altri familiari negli ospedali della zona per curarsi - spiega il sindaco -. Manteniamo quindi per il bene un uso abitativo, che ben si adatta al contesto residenziale del Borgo, offrendo un servizio dal valore sociale e civile".