Cinzia Farisé ormai ex amministratore delegato di Trenord (NewPress)
Cinzia Farisé ormai ex amministratore delegato di Trenord (NewPress)

Milano, 14 settembre 2018 - Ora è ufficiale: da ieri Cinzia Farisé non è più l’amministratore delegato di Trenord, l’azienda ferroviaria lombarda partecipata al 50% dalla Regione, attraverso la controllata FNM, e al 50% dalle Ferrovie dello Stato, attraverso la controllata Trenitalia. La manager ha rassegnato le proprie dimissioni. La nota è stata diramata proprio da FNM nella prima serata di ieri. Insieme a lei decade tutto il Consiglio d’amministrazione di Trenord: i tre consiglieri espressi dalla Regione hanno già rimesso l’incarico e altrettanto faranno nelle prossime ore quelli espressi dalle Ferrovie.

Un cambio di management largamente atteso, quello che si è concretizzato ieri. Il governatore lombardo Attilio Fontana aveva più volte espresso la volontà di imprimere una decisa svolta all’azienda ferroviaria, non solo in termini di performance del servizio ma anche a livello di management. Un rapporto mai decollato, quello tra il numero uno di Palazzo Lombardia e la manager di Trenord. Un rapporto ulteriormente complicato dai disservizi registratisi negli ultimi mesi nel trasporto lombardo, senza arrivare al drammatico incidente di Pioltello, sul quale è in corso un’indagine della magistratura. Già noto il nome del successore della Farisé: Marco Piuri. La Farisé ha infine concordato una buonuscita in linea con quella prevista dalla contrattualistica: nell’ordine dei 500mila euro. E ieri ha voluto congedarsi con una lunga lettera rivolta ai colleghi, una lettera nella quale non solo ripercorre le tappe della sua carriera in Trenord ma rivendica il lavoro fatto, a partire dal «piano industriale e dagli investimenti ambiziosi» proposti a fine 2016, per un valore di 1,6 miliardi di euro. Un piano di investimenti che «a luglio del 2017 Regione Lombardia decide di adottare integralmente – scrive la Farisé – col risultato di far partire, finalmente, le gare» per l’acquisto di nuovi treni da inserire nella flotta e svecchiarla.

Non basta: nella missiva l’ormai ex amministratore delegato ricorda che «il 2017 si è chiuso con la performance migliore di sempre in termini di servizio, produzione, clienti serviti, net promoter score e risultati economici-finanziari. In Lombardia si è imposta una nuova cultura della mobilità». Non dimentica i fatti recenti, la manager. Nemmeno l’incidente già citato di Pioltello: «Il drammatico evento di Pioltello dello scorso gennaio – si legge nella sua missiva – è una ferita ancora aperta. Ha segnato l’inizio di un periodo difficile per i nostri clienti e per l’azienda. E pur nelle asperità degli ultimi mesi, ogni giorno ci siamo ostinati a scrivere Cliente con la C maiuscola. Con fierezza possiamo dire che nulla è rimasto intentato». Infine i saluti: «Siate fieri di essere Trenord». Ogni riferimento al «mi vergogno» proferito da Fontana in almeno due occasioni, a fronte dell’ennesima giornata di disservizi e disagi, sembra puramente voluto.

giambattista.anastasio@ilgiorno.net

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