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29 gen 2022

Milano, Teatro Principe: il tempio della boxe in vendita

Tre milioni di euro per il palazzo in viale Bligny 52. Ospitò gli incontri di Loi e Benvenuti, ora spazio per eventi: "Svanisce un sogno"

annamaria lazzari
Cronaca
In alto, Alain Delon sul ring del Teatro Principe nel film “Rocco e i suoi fratelli“, capolavoro di Luchino Visconti del 1960; sotto, i pugili Luciano Randazzo e Renato De Donato, in mezzo Alessandro Cherchi (gestore del Principe fra il 2014 e il 2019) nelle vesti di arbitro
Alain Delon sul ring del Teatro Principe nel film “Rocco e i suoi fratelli

Milano, 30 gennaio 2022 -  Il Teatro Principe è in vendita a 3 milioni di euro. Il palazzo di viale Bligny 52, inaugurato come teatro e cinema nel 1925, nella sua tormentata storia è stato anche banca, discoteca e spazio per eventi ma soprattutto ha ospitato incontri leggendari di boxe. Sul ring del "Principe" fra il 1949 e il 1961 hanno incrociato i guantoni fra gli altri Duilio Loi e Nino Benvenuti che non hanno bisogno di presentazione e poi Sandro Lopopolo, Carmelo Bossi, Tiberio Mitri, apprezzati interpreti del pugilato "old school". Fra il pubblico c’era spesso lo scrittore Giovanni Testori che convinse Luchino Visconti ad ambientare qui le prodezze da boxeur di Alain Delon nel film "Rocco e i suoi fratelli" del 1960. Risorto nuovamente nel 2014 e fino al 2019 come tempio della boxe fra le sue sedici corde hanno combattuto Michele Di Rocco, Paul Malignaggi e "King Toretto". Poi l’immobile in zona Bocconi è passato nella primavera del 2020 nelle mani dell’imprenditore svizzero Davide Di Reda.
«Abbiamo investito mezzo milione di euro per ristrutturazione e l’agibilità, convertendo il locale in spazio polifunzionale oltre che discoteca. Purtroppo però le difficoltà sono state tante a causa della pandemia. Ci sono state aperture a fisarmonica e poi i ristori che non sono arrivati in quanto come attività appena costituita non c’era possibilità di dimostrare calo di fatturato nello storico. A ciò si aggiunge il costo di tasse e bollette sempre più alto. Questo mese un’importante sfilata maschile è saltata e pesa la chiusura delle discoteche fino a fine mese, senza alcuna certezza su quello che succederà dopo. Vorremmo proseguire, per la primavera stiamo organizzando serate di teatro, ma non è facile programmare se il governo ha il potere di richiudere tutto" argomenta il "business owner" del Teatro Principe.
La decisione di incaricare la Mq servizi Selected Real Estate di mettere in vendita "con affitto a riscatto" l’unità di 1600 metri quadri su due livelli sottoterra non è stata a cuor leggero. Così come non è stato facile per Alessandro Cherchi, presidente della società Opi 82 (e socio della Opi Gym) rinunciare al sogno di far risorgere la gloria pugilistica del "Teatro Principe". Dopo la lunga parentesi negli anni 2000 della discoteca Tropicana, Cherchi era subentrato nella gestione riaprendo il "Principe" per gli incontri di boxe: "Nella serata inaugurale, il 5 dicembre 2014, Antonio Moscatiello e Riccardo Pintaudi hanno combattuto per il titolo italiano dei pesi welters. A bordo ring c’era Nino Benvenuti". Sono seguiti i campionati europei con Michele Di Rocco e Emanuele Blandamura, sul quadrato sono saliti il pugile italo-americano Paul Malignaggi e Daniele "King Toretto" Scardina. Veniva a seguire i match la leggenda Marvin Hagler. L’avventura però è finita quando la nuova proprietà ha preferito declinare in senso "polifunzionale" lo spazio. "Non era quello che avevo in mente" taglia corto Cherchi. Fino all’ultimo atto: la vendita del "Principe" a 3 milioni di euro.
 

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