Taxi a Malpensa (foto archivio)
Taxi a Malpensa (foto archivio)

Milano, 4 gennaio 2020 - Ancora pochi giorni e in Regione si aprirà il dossier taxi. L’appuntamento è per giovedì 9 gennaio, quando al Pirellone si riunirà la Commissione Territorio e Infrastrutture con un ordine del giorno dedicato alle auto pubbliche e decisamente articolato. Una Commissione da «maneggiare con cura»: sul tavolo ci sono misure che si sono già rivelate divisive o che si annunciano tali. Il riferimento è all’aumento delle licenze auspicato dal Comune di Milano. Ma non solo. La maggioranza che siede al Pirellone vuole rivedere le regole del servizio negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. Da qui l’elenco degli auditi: i sindacati e le associazioni dei tassisti, le società che gestiscono gli scali lombardi (Sea per Linate e Malpensa e Sacbo per Orio al Serio) e i Comuni di Milano, Bergamo e Varese. Con ordine, allora. 

In discussione ci sarà una modifica al regolamento delle auto pubbliche che consentirebbe a chi arriva in un aeroporto o in una stazione ferroviaria lombarda di prenotare un taxi dal proprio smartphone, chiamando i numeri dei radiotaxi o servendosi delle loro app, esattamente come farebbe se si trovasse in un qualunque punto della città o della regione. Oggi, invece, chi approda in un aeroporto o in una stazione deve obbligatoriamente servirsi dei taxi presenti nei posteggi di pertinenza degli scali. Perché questa modifica? Perché, soprattutto negli aeroporti, in alcune fasce orarie il numero di taxi sarebbe insufficiente a soddisfare il volume delle richieste. Un problema che è stato evidenziato anche dalle società che gestiscono gli aeroporti.

«Ho voluto porre l’attenzione su questo tema e chiedere specifiche audizioni perché la Lombardia è rimasta forse l’unica regione in cui vige un divieto totale di utilizzo delle applicazioni di prenotazione e dei radiotaxi nelle stazioni e nelle aerostazioni – spiega Andrea Monti, consigliere regionale della Lega e vicepresidente della Commissione –. Pur nell’esigenza di tutelare il diritto di lavoro di tutti e di evitare una concorrenza selvaggia in questo settore delicato, credo che Milano, diventata oggi tra le città con più presenze turistiche in Italia, non possa rimanere indietro rispetto ad altre realtà come Roma e Napoli che hanno permesso anche l’utilizzo di radiotaxi e applicazioni, oltre al normale parcheggio regolamentato». A Fiumicino è stato creato un posteggio taxi ad hoc per le prenotazioni tramite smartphone. Un modello che potrebbe essere emulato anche negli aeroporti di Milano e Bergamo. Anche se ci sono fattori da rimodulare, a partire dalle tariffe delle corse sulla direttrice aeroporto-città.  Oggi tali corse hanno il prezzo fisso ma il tassista, come detto, parte dal posteggio dello scalo. Il prezzo potrebbe restare lo stesso anche in caso di prenotazione “da remoto“ o a quel punto si dovrebbbe tener conto del tempo e dei chilometri necessari al tassista per raggiungere l’aeroporto dalla città? «I recenti aumenti delle tariffe Malpensa-Milano hanno dato il segno di come questa Giunta regionale sia sensibile ai tassisti – dice Monti –. Non c’è ancora una proposta scritta, vogliamo aprire un dialogo costruttivo coi tassisti per arrivare ad un risultato utile a tutti prima delle Olimpiadi del 2026».

Come detto, con la Commissione di giovedì inizierà anche l’approfondimento chiesto dal Consiglio regionale, su proposta di Forza Italia, per capire se a Milano siano necessarie le 450 nuove licenze preventivate dal Comune. «La soluzione non può essere il muro contro muro tra gli operatori e Palazzo Marino, che ha come scopo ultimo quello di fare cassa. I tassisti – conclude Monti – sono piccoli imprenditori, svolgono un servizio pubblico e vanno ascoltati».