Un fermo immagine tratto da un video relativo all'inchiesta coordinata dalla Dda di Milano
Un fermo immagine tratto da un video relativo all'inchiesta coordinata dalla Dda di Milano

Milano, 14 maggio 2019 - Dopo il giro degli interrogatori di garanzia, il gip Raffaella Mascarino ha concesso un'attenuazione della misura cautelare solo a uno dei 27 arrestati (16 ai domiciliari e 11 in carcere) nell'ambito dell'indagine milanese su una presunta rete di corruzione tra Lombardia e Piemonte. Il giudice ha scarcerato, mettendolo ai domiciliari un 79enne, per motivi di età e di salute precaria. E' accusato di corruzione nell'ambito della vicenda sulla variante del piano di regolazione del territorio del Comune di Gallarate (Varese).

Il 'bilancio' degli interrogatori vede molti indagati, considerando anche chi ha ricevuto misure cautelari più lievi come l'obbligo di firma, che hanno respinto le accuse o si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Pochi coloro i quali hanno ammesso gli addebiti. Ieri si sono conclusi gli interrogatori delle persone protagoniste dell'inchiesta. Alcuni non hanno risposto agli interrogatori, altri invece si sono difesi a lungo. Le rivelazioni fornite dagli imprenditori ai pm della Dda milanese intanto potrebbero aprire nuovi fronti d'indagine.

In particolare, da quanto emerge, il manager Luigi Patimo avrebbe reso "un lungo interrogatorio" in cui avrebbe risposto anche dell'episodio del presunto finanziamento illecito per la campagna elettorale del forzista Fabio Altitonante. Sempre secondo fonti qualificate c'è un "ritorno documentale" rispetto al coinvolgimento di Daniele D'Alfonso nella presunta turbativa d'asta nell'appalto assegnato ad Acqua Novara. In vista del Riesame il consigliere lombardo Altitonante potrebbe chiedere un 'alleggerimento' della sua posizione rispetto all'accusa di corruzione per essersi interessato della pratica edilizia della moglie di Patimo. Altitonante è accusato di aver contattato il dirigente della direzione urbanistica del Comune di Milano Franco Zinna, indagato per abuso  'ufficio, (attualmente è stato spostato ad altro ufficio), il quale si è difeso davanti al gip "rispondendo in maniera articolata" e documentando - a quanto emerge - di non aver partecipato alla Commissione urbanistica nel giorno in cui si discuteva della pratica incriminata. Una pratica edilizia che ancora oggi non risulta sbloccata.