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15 mag 2022

"Supplenze e tempo pieno a rischio" L’appello di 130 presidi di Milano

Il provveditore: "Stiamo lavorando per adeguare l’organico alla situazione di fatto e risolvere le criticità". Flashmob delle famiglie in Massaua. E le scuole bussano anche al Comune: servono progetti congiunti

simona ballatore
Cronaca

di Simona Ballatore

Un summit urgente per sciogliere il nodo del “tempo pieno“, sempre più richiesto dalle famiglie milanesi, ma che - con l’organico finora autorizzato - non si riuscirà ovunque a garantire. "La progressiva riduzione di organico, oltre ad impedire alle istituzioni scolastiche di realizzare qualunque altra attività di ampliamento dell’offerta formativa, renderà molto difficile se non impossibile la sostituzione del personale docente in caso di assenze brevi, costringendoci a disporre riduzioni di orario (uscite anticipate o entrate posticipate) che danneggiano fortemente le famiglie": a lanciare l’appello sono i presidi delle scuole primarie , con una lettera indirizzata all’ufficio scolastico regionale e, per conoscenza, anche all’amministrazione comunale: 130 dirigenti avevano incontrato il 22 aprile il provveditore. "In molte scuole le riduzioni di organico relative ai posti comuni sono tali da obbligarci ad utilizzare totalmente o quasi l’organico di potenziamento soltanto al fine di garantire il tempo pieno per tutte le classi autorizzate – spiegano ancora i dirigenti nella nota –. E non sarà possibile utilizzarlo per realizzare progetti di recupero e prevenzione dell’insuccesso scolastico o per il supporto agli alunni con bisogni educativi speciali, l’integrazione e alfabetizzazione degli alunni stranieri e la promozione dell’innovazione didattica: tutte azioni necessarie a garantire una scuola di qualità, specie in contesti a forte indice di complessità come gli Istituti comprensivi di Milano e provincia".

Alcune famiglie si stanno già mobilitando, come alla Massaua che ha in programma per martedì un flashmob davanti al provveditorato "per la difesa del tempo pieno" e per chiedere l’attivazione delle due classi prime che erano state previste in fase di iscrizione per i 38 bimbi: una delle due nel frattempo è saltata, con conseguente smistamento di 12 alunni. "In questi due anni di pandemia i dirigenti scolastici dell’area metropolitana sono stati sempre in prima linea, garantendo il servizio non solo nella sua essenzialità e specificità, ma anche andando a risolvere in prima persona, con i propri collaboratori, le criticità derivanti dalla complessa gestione dell’emergenza in carico alle diverse istituzioni. Il lavoro svolto è stato Immane – scrivono in stampatello – e abbiamo sofferto grandi difficoltà, cercando di inseguire una ridda di disposizioni che spesso creavano enorme confusione nel personale e nei genitori, aumentando il livello di conflittualità". Tra le ipotesi sul tavolo anche una "progettazione condivisa" col Comune di Milano "che tenga conto della duplice esigenza di garantire il tempo pieno senza però compromettere la qualità della scuola".

"I dirigenti degli istituti comprensivi della provincia di Milano sono stati incontrati il 22 aprile scorso ed è stato loro spiegato come è stato determinato l’organico della scuola primaria per l’anno scolastico 202223 – spiega il provveditore Yuri Coppi –. Sono state anche date risposte su singole situazioni rappresentate durante la riunione. Da allora stiamo lavorando per l’adeguamento dell’organico di diritto alla situazione di fatto, che consentirà di intervenire sulle situazioni rimaste eo considerate critiche".

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