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27 gen 2022

Solleciti, denunce e diffide a Roma. Ma zero soldi ai precari supplenti

La rabbia dei “dimenticati“ della scuola: ogni anno lo stesso problema, dirigenti sommersi dalla burocrazia

chiara zennaro
Cronaca
Trovate questo articolo all'interno della newsletter "Buongiorno Milano". Ogni giorno alle ore 7, dal lunedì al venerdì, gli iscritti alla community del «Giorno» riceveranno una newsletter dedicata alla città di Milano. Per la prima volta i lettori potranno scegliere un prodotto completo, che offre un’informazione dettagliata, arricchita da tanti contenuti personalizzati: oltre alle notizie locali, una guida sempre aggiornata per vivere in maniera nuova la propria città, consigli di lettura e molto altro. www.ilgiorno.it/buongiornomilano che si sentono l’ultima ruota del carro e spesso devono aspettare mesi per ricevere lo stipendio. Colpa della burocrazia
Manifestazione supplenti precari

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«Dopo aver provato a smuovere la situazione a livello nazionale con lettere e non ricevendo segnali positivi, faremo azioni individuali e giuridiche per tutelare questi lavoratori e lavoratrici". Lo sfogo è di Jessica Merli, segretaria generale della Flc Cgil Milano. "Abbiamo sperato in una soluzione tramite il sindacato, ma non è stato possibile. Ora dovremo procedere con diffida e ingiunzioni di pagamento". Sono centinaia nella provincia di Milano i “supplenti brevi“ o “saltuari“ che sostituiscono i docenti di vario titolo per qualche giorno o, nel caso delle maternità, per mesi.

Da anni questa categoria subisce ritardi cronici nei pagamenti per le loro prestazioni. Alcuni devono aspettare fino a tre mesi per ricevere lo stipendio: "Sono precari temporanei che hanno ottenuto il posto a ottobre o a novembre, ma alcuni anche prima, e non hanno ancora ricevuto alcun compenso – accusa Merli –. Magari hanno cambiato più di due posti di lavoro e hanno avuto più di un contratto in questi mesi, quindi per loro è ancora più complicato". "Non sono bastati i solleciti, le denunce e ora per ultimo le diffide per ottenere il diritto alla retribuzione, riconosciuto dalla stessa Costituzione – fanno sapere i sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua, Snals Confsals e Fgu –. Ancora una volta, di fronte all’inerzia colpevole dell’Amministrazione, sarà inevitabile il ricorso alla magistratura del lavoro per ottenere decreti ingiuntivi di pagamento".

Per regolamentare il pagamento dei supplenti brevi sono già intervenuti decreto-legge 42/16, la legge 89/16, un Dpcm del 31 agosto 2016 e una circolare ministeriale applicativa n.6 del 28 ottobre 2016, ma la situazione non è migliorata. La procedura di pagamento per questi supplenti prevede che i dirigenti scolastici inseriscano al Sidi i dati, stipulino i contratti con i supplenti e li trasmettano a NoiPa entro tre giorni. NoiPa effettua il calcolo delle competenze sulla base dei contratti inseriti e le restituisce alle scuole che devono autorizzare la rata di ogni contratto. Il Ministero controlla la capienza e provvede al riparto attraverso il sistema dei Pos. La liquidazione delle spettanze è prevista entro l’ultimo giorno del mese. Una procedura farraginosa e molto gravosa per i dirigenti scolastici, che sono passibili di sanzioni nel caso di errori nella compilazione.

«La procedura prevede molti organi come Scuole-Sistema Informativo del ministero della Pubblica Istruzione, il Sistema del ministero dell’Economia e delle Finanze con NoiPa, e il Sistema Spese della Ragioneria Generale dello Stato, che però non sembrano comunicare tra loro", lamenta Merli. Oltre alle erogazioni ordinarie sono stati introdotti alcuni pagamenti il 18 del mese, come emissioni straordinarie. Il ritardo nei pagamenti dei supplenti non è problema nuova, ma c’era anche prima del Covid. Certamente il fatto di dover supplire molte più persone perché si trovano in quarantena ha aumentato in percentuale questi problemi".

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