NICOLA PALMA
Cronaca

Anabolizzanti ordinati su Telegram: quei tumori che hanno smascherato gli spacciatori body builder

Blitz del Nas dopo la diagnosi di alcune patologie collegate all’utilizzo di sostanze proibite: fra gli arrestati anche tre milanesi, due agenti immobiliari che gestivano le richieste e lo “spedizioniere”

Manuel Peer e Daniele Ponzoni

Manuel Peer e Daniele Ponzoni

Milano, 28 giugno 2024 – Gli investigatori hanno ricostruito 151 spedizioni partite da Roma in tutto il 2023 e 43 a Milano dal dicembre 2023 agli ultimi giorni. Guadagni stimati: 130mila euro. In realtà, il giro di affari che ruotava allo smercio illegale di anabolizzanti avrebbe fruttato molto più denaro, se è vero che in un’intercettazione uno dei sette arrestati, il body builder bolzanino di 26 anni Manuel Peer, ha svelato a un acquirente che gestiva ogni giorno "60 spedizioni".

Il business illecito è stato smantellato all’alba di ieri dai carabinieri del Nas di Trento: in sei sono finiti in cella, mentre la settima indagata (l’unica donna) è stata messa ai domiciliari. Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno scoperto un magazzino all’ombra della Madonnina con più di 2mila confezioni di prodotti proibiti per gonfiare i muscoli a dismisura.

La malattia rivelatrice

La segnalazione che fa scattare l’inchiesta arriva la scorsa estate da un medico dell’ospedale di Bolzano, che riferisce di tumori al fegato diagnosticati a due giovani culturisti altoatesini; quel tipo di patologia, per la letteratura scientifica, "è strettamente collegato all’utilizzo di sostanze anabolizzanti/dopanti".

Di più: gli esami clinici eseguiti per individuare le ragioni di un’infiammazione al fegato patita da un altro ragazzo fanno emergere l’assunzione di oxandrolone e testosterone.

Cos’hanno in comune i tre? Sono iscritti alla stessa palestra di Bolzano, frequentata anche da Peer. I segugi dell’Arma si concentrano subito sul personal trainer, e in breve tempo scoprono che è lui a gestire il traffico: raccoglie gli ordinativi dai clienti, reperisce le sostanze, dispone "che le spedizioni avvengano direttamente a nome del cliente o come fermo deposito per eludere eventuali controlli", comunica ora e data di arrivo dei flaconi e aggiorna dosaggi e modalità di somministrazione.

La guida al doping

Peer segue passo dopo passo gli assuntori, spiegando come conservare pastiglie e contenitori ("No no, niente frigo... temperatura ambiente ok?") e invitando gli interlocutori a sottoporsi costantemente alle analisi del sangue ("Dobbiamo tenere sott’occhio questa cosa, non puoi fare un po’ di pausa e poi ricominciare perché ne va della tua salute").

Fino al dicembre 2023, i pacchi partono sempre da Roma, gestiti da Mongi Boujnah e Martha Bernardi con la complicità del gestore di un negozio Mbe Fabrizio Di Gravio, ma i sequestri in serie dei carabinieri spingono gli organizzatori a preferire Milano come punto di partenza delle spedizioni dalla fine del 2023.

Le forniture dal Milanese

È in questa fase che i Nas si imbattono nel presunto fornitore di Peer, il body builder Daniele Ponzoni, ventottenne di Sesto San Giovanni. C’è sempre lui, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Elsa Vesco, dietro i pacchi che partono dai negozi Mbe di viale Sarca a Milano e di via Cardinal Ferrari a Sesto con nomi di fantasia (Mauro Antoniazzi e Paolo Fontolan) e arrivano nei magazzini di altri corrieri a Bolzano.

"Una roba così è fuori dal normale compà! Non sono bene organizzato ancora per avere un bel magazzino grosso. Troppa roba!", dice intercettato Ponzoni il 6 febbraio 2024, evidentemente alle prese con un surplus di richieste. In realtà, un deposito esiste, secondo le verifiche degli investigatori: si trova a casa del venticinquenne Fabio Pasquale Rocco, a Sesto. È lui, stando a quanto emerso dalle indagini, a far partire le spedizioni: non si reca di persona nel negozio, ma lascia il quantitativo per qualcun altro dietro una colonna del palazzo dove risiede.

Traffici su Telegram

Su Telegram si fa chiamare "King", mentre Ponzoni e il socio Mirko Zacchetti si celano rispettivamente dietro i nickname "Shambala" e "Profeta". Sono agenti immobiliari, ma ai militari non risulta che percepiscano redditi dall’attività di locazione di abitazioni. Eppure Ponzoni ha un tenore di vita "altissimo": "quotidianamente cena fuori, paga l’affitto dell’appartamento dove vive, è l’intestatario delle utenze di diversi appartamenti che gestisce come b&b, fa compere di vario tipo".

E le foto postate sui social lo immortalano ai Caraibi nel luglio 2023. Per il giudice, "tale stile di vita si giustifica alla luce dei consistenti guadagni che trae dall’attività illecita di commercio di sostanze dopanti/anabolizzanti e stupefacenti".