Sopralluogo rossonero. Conflitto d’interessi tra Milan e Webuild?

Nel "giallo" di San Siro, il Milan potrebbe aver influenzato la scelta di WeBuild per la ristrutturazione dello stadio, escludendo l'Inter. Possibile conflitto di interessi tra Milan e WeBuild, con un ex membro del cda del Milan coinvolto nella società di costruzioni.

Nel “giallo“ di San Siro le indiscrezioni si rincorrono. C’è chi sostiene che sia stato il Milan a convincere WeBuild a scendere in campo nella partita della ristrutturazione dello stadio. Tanto che esponenti del club rossonero e tecnici della società di costruizioni avrebbero già effettuato un sopralluogo al Meazza in funzione di un possibile restyling. E l’Inter? Non convocata. E nemmeno citata nella lettera in cui Webuild si dice pronta ad avviare uno studio di fattibilità sulla ristrutturazione dello stadio con cantiere "per fasi". Sì, certo, la missiva firmata dall’ad Pietro Salini è stata indirizzata anche a M-I Stadio, la società che gestisce lo stadio tra i cui nomi compare anche quello del dirigente nerazzurro Mark Van Huuksloot. Ma la lettera non è stata inviata né al presidente Steven Zhang e neppure all’ad dell’Inter Alessandro Antonello, mentre nella lettera in carta intestata compaiono i nomi del presidente Paolo Scaroni e dell’ad del Milan Giorgio Furlani. Perché i vertici nerazzurri sono stati dimenticati da Webuild? Qualche osservatore malizioso parla di un possibile conflitto di interessi tra Milan e Webuild. Massimo Ferrari, infatti, è general manager di Webuild ed è stato membro del cda del Milan.

M.Min.

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