Silke Pan, l’acrobata sulla sedia a rotelle che non rinuncia ai sogni: spettacolo al Gravity Circus a Milano

L’atleta tedesca porta in scena ‘Equilibrium’, una storia di resilienza e speranza, un messaggio potente che lascerà tutti senza parole

Silke Pan (Foto Facebook)

Silke Pan (Foto Facebook)

Milano, 6 novembre 2023 – Difficoltà e ostacoli da superare? Nella vita non mancano mai, ma l’importante è non arretrare: passo dopo passo bisogna arrivare alla meta e soprattutto non si devono mai scordare i propri sogni. È questa, in sintesi, la filosofia di Silke Pan, acrobata ‘verticalista’  paraplegica che si sta esibendo al Gravity Circus, nello spettacolo non casualmente intitolato ‘Equilibrium’, fino al 10 dicembre all'Idroscalo di Milano. L’atleta porta così in scena una storia di resilienza e speranza, un messaggio potente che saprà lasciare tutti senza parole. 

L’incidente

La sua storia ha dell'incredibile a cominciare dall'età, 50 anni, che con pudore tende a non dire facilmente nonostante sia un'altra delle caratteristiche che rendono straordinario il suo percorso. L'atleta, tedesca di Bonn la ex capitale della Germania occidentale e con la cittadinanza anche della Svizzera dove vive ad Aigle nel cantone francese Vaud, ricorda come fosse ieri il suo grave incidente. Era il 24 settembre 2007 a Rimini. A 34 anni era una trapezista di valore: cadde lesionandosi - spiega - la 10ma e 11ma vertebra dorsale e riportò una commozione cerebrale seria tanto da rischiare di perdere, oltre all'uso delle gambe, la parola lei che, studi al liceo linguistico, parla cinque lingue: tedesco, francese, italiano, inglese e spagnolo. La realtà era diventata quella della sedia a rotelle.

Paraciclismo e paratriathlon

“Nonostante il dolore, gli alti e bassi, non ho mai voluto rinunciare alle mie passioni, ai miei sogni - ricorda Silke Pan -. Ho iniziato a fare ginnastica artistica da bimba, a tre anni, grazie a mia madre che era appunto una insegnante di ginnastica e anche di tedesco, mentre mio padre era un fisico. Ho iniziato un percorso di ricostruzione con delle tappe. E ho fatto paraciclismo (handbike su strade alpine con forte dislivello), ottenendo risultati a livello europeo e mondiale, e poi paratriathlon (disciplina composta da handbike – la bicicletta a mano -, carrozzina da corsa e nuoto).

La passione? Essere un acrobata

Quindi il ritorno alla sua grande passione: "Credo di essere l'unica al mondo in questa specialità: ho bloccato le parti paralizzate attaccando le caviglie a una sbarra appoggiata al collo e questo mi permette di essere ancora una acrobata”. Una acrobata di altissimo livello, anche se la sua modestia innata le impedisce di dirlo. Il messaggio è chiaro: “Non fatevi condizionare da chi dice che questo o quello è impossibile, realizzate i vostri sogni”.