A Sesto il cinema fa resistenza: la sala di provincia batte tutti. Ecco il suo segreto

Milano, il Rondinella è sopravvissuto ai multiplex scegliendo un’offerta d’essai. Premiato per la media di biglietti staccati lo scorso anno. "Ed è stato il peggiore: ma ora si vola"

Paola Cortellesi, regista e interprete, sul set di “C’è ancora domani”, fenomeno al botteghino di fine 2023
Paola Cortellesi, regista e interprete, sul set di “C’è ancora domani”, fenomeno al botteghino di fine 2023

Per anni si sono definiti "un cinema di Resistenza". E la resistenza paga, perché il Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni è stato premiato "per aver conseguito la media più alta di spettatori nella stagione 2022/2023 in una monosala di un Comune tra 50mila e 100mila abitanti". Un riconoscimento prestigioso, consegnato alle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento a questa sala d’essai che, a Sesto, è l’unica sopravvissuta all’avvento dei multiplex ormai 20 anni fa. Per la cooperativa FuoriSchermo, punto di riferimento per il cinema d’autore, che la gestisce "questo importante riconoscimento non va solo al Rondinella e ai suoi straordinari soci e collaboratori, ma a tutti coloro che in questi 27 anni ci hanno donato amore per il cinema, passione e immancabile partecipazione".

Gianluca Casadei, cosa significa questo premio?

"Ci ha resi orgogliosi ma ci ha fatto anche sorridere, perché l’abbiamo ricevuto nell’anno peggiore. La stagione passata ha registrato circa 42mila spettatori: prima della pandemia viaggiavamo tra 57 e 60mila. Paradossalmente si sono accorti della nostra performance quando abbiamo avuto meno pubblico. Battute a parte, significa che le altre monosale sono crollate di più e noi abbiamo avuto una resilienza più alta".

La stagione 2023/2024 com’è partita?

"Molto bene. La prima parte, da agosto a dicembre, ha visto quasi 26mila spettatori, che sono il secondo risultato di sempre da quando abbiamo aperto".

Il cinema è tornato in salute?

"Sono numeri drogati dal fenomeno Cortellesi. Abbiamo tenuto “C’è ancora domani” 6 settimane. Dal 24 ottobre al 31 dicembre ha fatto 5.200 presenze, il 10% di quanto ottenuto nel 2023. Lo stiamo ancora facendo per le scuole, quindi sta aumentando il suo rendimento. Poi il post pandemia ha portato novità positive".

Ad esempio?

"È stata sdoganata la multiprogrammazione: riusciamo a fare due o tre titoli di prima visione a settimana. Ha aiutato in termini di presenze e qualità della proposta. Ci siamo messi a disposizione, teniamo più aperto e la distribuzione ci concede più film anche nel weekend. Questo ci ha permesso le 6 settimane di Cortellesi. Prima sarebbe stato impossibile: se avessimo tenuto sempre lo stesso film, avremmo perso il pubblico per oltre un mese, avrebbe avuto solo le rassegne".

Il long time funziona solo coi fenomeni di massa?

"Si dà possibilità al passaparola di agire e di far vivere di più anche un prodotto meno noto e questo è importante per una sala come la nostra che in programma ha spesso film che non godono di grande promozione. Ad esempio, abbiamo smontato “La Chimera” di Alice Rohrwacher quando stava esplodendo grazie ai social".

I presupposti della seconda parte di stagione?

"Gennaio è partito con un trittico commovente: “Foglie al vento” di Kaurismäki, “Perfect Days” di Wenders e il testamento di Miyazaki. Autori che han fatto la storia del cinema d’essai".

Le vostre rassegne non si contano: da CineMamme con i neonati in sala ai classici restaurati.

"Appuntamenti ormai storici. Teniamo molto al progetto con le scuole, alla terza edizione. Permette di confrontarci con generazioni che cominciano a essere lontane da noi, a capire i loro gusti e avvicinarli a una sala che altrimenti sarebbe avulsa dai loro interessi. Ci dà energia. Quest’anno abbiamo 30 ragazzi e con una parte di quelli dell’anno scorso stiamo continuando il progetto. Poi, quando li rivedi al cinema per un film, perché gli hai acceso una passione, è la soddisfazione più grande".

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