Aumentano i senza tetto a Milano: sono quasi 9 mila. L’anno scorso 66 sono morti

L’ultimo rapporto Eurispes traccia un quadro drammatico della situazione dei senza dimora in Italia

L'aumento dei senza tetto è legato anche al prezzo degli alloggi (foto d'archivio)

L'aumento dei senza tetto è legato anche al prezzo degli alloggi (foto d'archivio)

Soltanto a Milano, vivono quasi novemila le persone senza fissa dimora, sottoposte freddo, fame e condizioni di vita precarie. Circa un terzo di loro sono stranieri. La marginalizzazione di questi individui inizia spesso quando perdono l’alloggio in cui vivono e, da lì, molte delle garanzie e dei vantaggi forniti dal poter inserire un indirizzo su un pezzo di carta: che sia in un modulo amministrativo o in una domanda d’impiego. Molti stranieri sono limitati, invece, dal carente quadro normativo italiano in materia migratoria.

Questa popolazione invisibile, nonostante sia quotidianamente sotto gli occhi di tutti, è fatta di donne e uomini che vivono per strada, in campi attrezzati o in insediamenti improvvisati. L’assenza di reti di sostegno e di comunità, unita al freddo e alle precarie condizioni di salute, ha portato soltanto nel 2022 alla morte di 393 senza tetto in Italia, 66 solo in Lombardia.

Secondo i dati dell’ultimo rapporto Eurispes, nel 2021 le persone che vivono in questo modo e sono iscritte nel territorio di un Comune sono circa 96.200, di cui il 38% è di nazionalità straniera. Oltre la metà degli stranieri senza fissa dimora proviene dal continente africano, il 22% è di cittadinanza europea, il 17% è di origine asiatica e il 4,5% proviene dal continente americano.

L'età media è di 41,6 anni e benché siano iscritte complessivamente in 2.198 comuni italiani, la metà di tutti i senza tetto è concentrata in comuni: Roma (23,1%, oltre 22mila), Milano (quasi il 9%), Napoli (circa il 7%), Torino (4,6%), Genova (3%) e Foggia (3,7%).

Nel rapporto Caritas 2022 si evidenzia come siano state assistite 227.556 persone. Di queste il 16,2% ovvero 23.976 sono persone senza dimora. Rispetto al 2021 si registra un incremento in valore assoluto di quasi 1.500 persone (erano infatti 22.527). Tra le persone che frequentano i servizi Caritas, il 20,9% (45.000) presenta problemi di housing instability legati al pagamento dell'affitto, alle cattive o precarie condizioni abitative.