Sempre meno edifici dismessi: "Recupero per 15 siti su venti"

Sesto San Giovanni, le riconversioni sono soprattutto residenziali, in qualche caso anche commerciali

Sempre meno edifici dismessi: "Recupero per 15 siti su venti"
Sempre meno edifici dismessi: "Recupero per 15 siti su venti"

Diminuiscono le caselle nella mappatura degli edifici dismessi, effettuata dall’ufficio tecnico di piazza della Resistenza. Merito delle riconversioni in atto, che stanno dando nuova vita a capannoni rimasti vuoti anche da decenni. "Siamo a un punto di svolta, perché dei 20 immobili iniziali, per 15 è già stata attivata la procedura edilizia di recupero e per altri sono stati già rilasciati permessi a costruire, pareri o sono in corso istruttorie per pareri preliminari", ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda.

Solo in un caso, nella zona Sarca/Bicocca, non è stata avanzata alcuna richiesta formale da parte della proprietà. Si tratta di un capannone dell’ex Marcegaglia, ancora senza progetto. "Dalla prima mappatura gli operatori avevano 3 anni per presentare richiesta di riqualificazione e avvalersi delle premialità. Scaduti i termini, si avvia la procedura di decadenza dei beneficio. Intimeremo al privato di depositare definitivamente una proposta entro 6 mesi. Se disinteressato, avvieremo le pratiche di demolizione".

Le riconversioni sono più che altro residenziali e solo in parte anche commerciali. Così, il sito Casiraghi “Porta Nord“ vede nuove abitazioni in corso di costruzione, l’ex Grappolo di viale Gramsci vedrà la realizzazione di monolocali e bilocali legati ai servizi per le famiglie della futura Città della Salute sulle aree Falck, e l’ex Enel di via Bandiera diventerà una torre residenziale alta oltre 20 piani. Per le ex Gabbioneta è stato rilasciato il parere degli uffici e "siamo in attesa della richiesta per partire con la nuova edificazione: ci sarà residenziale con commerciale al piano terra e l’inserimento come da Pgt di un posteggio pubblico".

Uno studentato in via Milanese e un altro, il terzo in città, potrebbe essere ospitato nell’ex Impregilo. "Abbiamo dato parere negativo a una semplice riconfigurazione e messa a norma perché non è l’obiettivo che perseguiamo, cioè sollecitare il recupero di immobili senza più funzione nel tessuto urbano – ha commentato Lamiranda –-. Abbiamo incontrato nuovamente la proprietà, che pre Covid ci aveva presentato un progetto molto interessante, “Il magnete“. Ora l’ipotesi è di un edificio misto, in parte studentato e in parte uffici". In via Granelli Vetrobasamo recupererà invece un magazzino per farne gli uffici direzionali del gruppo.

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