Adriano Alessandrini
Adriano Alessandrini

Segrate (Milano), 11 gennaio 2019 -  È stato condannato a 2 anni di carcere e al risarcimento di 6.300 euro al comune che ha guidato dal 2010 al 2015 Adriano Alessandrini, l'ex sindaco di Segrate, centro del Milanese, processato con rito abbreviato per una
serie di spese "pazze" effettuate con la carta di credito di cui disponeva per via del suo mandato. A deciderlo è stato oggi il gup di Milano Alessandra Clemente che ha disposto la sospensione della pena con tanto di non menzione, dopo aver ridimensionato le accuse in base alle quali il pm Paolo Filippini ha chiesto per Alessandrini, ai tempi in quota al centrodestra, una condanna a 2 anni e 4 mesi. 

Il giudice con una notevole "sforbiciata" al capo di imputazione ha ritenuto provati una ventina di episodi sui circa 130 contestati e che riguardano spese per ristoranti, vini costosi ed enoteche, anche il pagamento di vitto e alloggio per i relatori al meeting internazionale di esobiologia, cioè un convegno sulle forme di vita extraterrestri. Per quest'ultimo fatto, per esempio, l'ex primo cittadino è stato mandato assolto con la formula perché il fatto non sussiste. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni.

 Il caso era scoppiato in seguito alla denuncia del Pd locale. La Procura milanese aveva aperto un'indagine così come la Corte dei Conti che nel novembre di due anni fa, per l'"indebito utilizzo" della carta di credito del Comune, aveva condannato Alessandrini e l'allora direttore delle relazioni esterne a versare in favore dello stesso Comune 34 mila e 403 euro per danno erariale. Il pm Filippini ha invece contestato spese  ingiustificate per circa 24mila euro. Spese che ora, a giudizio del gup, sono scese a 6.400 euro, somma equivalente al risarcimento. "Ricorreremo in appello - ha annunciato il difensore, l'avv. Gabriele Roveda - in quanto quei soldi sono stati tutti spesi nell'interesse del Comune e dei cittadini di Segrate".