Se le lacrime superano le lodi Punti salvagente, pochi bocciati ma emozioni e ansia all’esame

Poker di 100 e due rimandati al Feltrinelli, brilla il Parini: ecco i risultati nelle scuole. I presidi: all’orale più fragilità, collegamenti-domino e si chiude con la solita ceralacca.

Se le lacrime superano le lodi  Punti salvagente, pochi bocciati  ma emozioni e ansia all’esame

Se le lacrime superano le lodi Punti salvagente, pochi bocciati ma emozioni e ansia all’esame

di Simona Ballatore

Le lodi ci sono, ma si fanno più rare. Pochissimi i bocciati, anche grazie a crediti di partenza “salvagente“. Gli ultimi dati sembrano confermare un ritorno alla vecchia maturità, anche nei voti. Mancano pochissime classi all’appello, che chiuderanno gli orali la prossima settimana. Ma in molti casi il plico è già stato sigillato con la ceralacca. In attesa dei dati complessivi, pubblicati dal Ministero, le scuole che hanno già archiviato la maturità 2023 confermano l’andamento e le "fatiche". Pochi i candidati che devono ripartire dalla quinta: un paio al Feltrinelli, un paio al Cavalieri, un rimandato al Torricelli, che però oltre a una lode conta diversi cento, uno dei quali in Meccatronica. "Meno aspettato e nonostante il turnover dei docenti, perché si fatica a trovare docenti di indirizzo - sottolinea la preside, Georgia Lauzi -. C’era preoccupazione per la commissione mista ma i ragazzi hanno retto, anche se dal punto di vista psicologico il dato che emerge è un aumento delle fragilità. Rispetto al passato mi sembra che si emozionino molto più di prima". Le lacrime sono state meno rare.

"Gli studenti denunciano non solo fragilità nelle conoscenze ma anche nella sfera personale-sociale, le lacrime sono più delle lodi quest’anno - conferma Federico Militante, preside del Bertarelli Ferraris e presidente di commissione in un classico -. Conoscenze slogan, la forma prevale sui contenuti. A mio avviso l’esame di Stato, così come congegnato, è inutile. Documento stimolo e collegamenti si traducono in un monologo dello studente che se interrotto rischia di mettere in crisi il candidato". Di qui la proposta: "O riformano l’esame di Stato perché sia veramente uno strumento di controllo del percorso del candidato e delle competenze acquisite o l’aboliscano (con relativo risparmio di risorse finanziarie)". Mandando in pensione anche "il medioevo della ceralacca", aggiunge Militante. Elisabetta Boselli, dirigente al Primo Levi di Bollate, inquadra il punto anche da un’altra prospettiva: "Lo scetticismo che prevale tra i colleghi riguarda soprattutto la struttura dell’orale: gli studenti spesso non sono capaci di fare connessioni tra i contenuti e, quando ci provano, è una sorta di domino, da un argomento all’altro, senza connettivi. Ma il problema è nell’esame o nella preparazione all’esame? Servirebbe un lavoro collegiale più forte. E spesso manca il tempo. Come per l’educazione civica, che potrebbe essere un collante: costringe a lavorare più insieme". Altro tema: i voti mediamente più bassi. Ma non è dappertutto così. "Dipende dal percorso precedente, e della disomogeneità delle valutazioni", il commento di Giorgio Galanti, dal Tito Livio, dove mancano all’appello solo due classi: al coreutico i 100 sono sei, più una lode; al classico dieci senza lodi. La media delle classi va da un minimo di 69,90 a un massimo di 94,42. Al tecnico Molinari quattro le lodi, due delle quali all’informatico, una decina i 100; all’alberghiero Carlo Porta tutti promossi, una ragazza con lode e un’altra decina di 100. Al classico Parini le lodi sono sette e i cento abbondano. Poker di 100 al Feltrinelli, al Cattaneo sono dieci più una lode. Un cento al Bertarelli, nessun bocciato.

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