Guardie in aeroporto, la protesta: “Trattati come lavoratori di serie B”

I sorveglianti “in appalto” della società Italpol, in servizio a Malpensa e Linate, sciopereranno sabato 23 marzo. Al lavoro per limare le differenze retributive con il nuovo bando

Aeroporto (Archivio)

Aeroporto (Archivio)

Milano, 7 marzo 2024 – Svolgono le stesse mansioni, ma prendono uno stipendio inferiore del 30-40% rispetto ai dipendenti assunti direttamente da Sea. I vigilanti “in appalto“ della società Italpol, che si occupano di sicurezza aeroportuale negli scali di Malpensa e Linate, incroceranno le braccia il prossimo 23 marzo.

Si tratta dell’ultimo atto di una vertenza che è approdata martedì scorso davanti alla commissione congiunta Lavoro e Partecipate di Palazzo Marino, dopo la richiesta avanzata dal sindacato Usb di convocare una seduta e "intervenire nelle evidenti differenze retributive".

I motivi della protesta

Disparità di condizioni fra i dipendenti di Sea che si occupano di security e le guardie giurate Italpol, società che ha vinto l’ultima gara per rafforzare l’organico attraverso l’inserimento di lavoratori esterni. "Sono trattati come lavoratori di serie B – spiega il sindacalista Giuseppe Ragusa (Usb) – e fino a poco tempo fa non potevano neanche accedere alle sale ristoro. Vengono pagati sei euro lordi per ogni ora di lavoro, rispetto agli 11 euro percepiti da un dipendente Sea".

La partita si gioca sul nuovo bando di gara della società che gestisce i due scali per l’affidamento nei prossimi anni del servizio, già rafforzato con l’assunzione da parte di Sea di altre duecento guardie giurate, di cui l’80% donne, entro il 2024, anche a causa della forte crescita del traffico post Covid.

Il nuovo appalto

Un appalto dal valore totale di 66,36 milioni di euro, con una base di 55,3 milioni, e l’applicazione del contratto collettivo nazionale Vigilanza privata. "Abbiamo previsto delle rilevanti e opportune misure contrattuali a tutela del personale – ha spiegato davanti alla commissione Angela Salvato, la dirigente Sea che si sta occupando della partita – stabilendo ad esempio una premialità di venti punti, su un totale di settanta, legata a interventi a sostegno del personale come welfare aziendale o benefit".

Garanzie che, però, non bastano ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione che, nei loro interventi, hanno chiesto strumenti più efficaci. "Vogliamo che si riequilibrino le differenze retributive – spiega Marco Bestetti (FdI), presidente della commissione Controllo enti partecipati – evitando questa disparità di quattrocento-cinquecento euro al mese fra dipendenti Sea e lavoratori di altre società che fanno le stesse cose".

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