Gli scavi di San Dionigi
Gli scavi di San Dionigi

Milano, 29 settembre 2019 - Nuovi tesori dell’antica chiesa di San Dionigi sono affiorati sotto una coltre di terra ai Giardini Montanelli, tra corso di Porta Venezia e i Bastioni; vicino a un maestoso platano, tra le vestigia della basilica che risale al IV secolo dopo Cristo, voluta da Ambrogio, vescovo di Milano dal 374 al 397, per ospitare le spoglie del predecessore san Dionigi.

«L’abbiamo ritrovata», spiega la soprintendente Antonella Ranaldi. Ora sono emersi i resti della facciata, sepolture con scheletri e monete: la scoperta è il frutto del quarto scavo archeologico nel sito, inaugurato lunedì 16 settembre a cura della Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio di Milano, eseguito dalla Cooperativa Archeologia di Firenze e finanziato da Mondadori Retail Spa con trentamila euro. È l’ultima tappa delle ricerche iniziate nell’autunno di due anni fa col progetto «Chiese ambrosiane. San Dionigi, la chiesa mancante», con fondi del Ministero per i Beni e le attività culturali (60 mila euro), e proseguite con sponsorizzazioni private, grazie a Mondadori e Fondazione Rovati (29 mila euro). Oltre alle strutture murarie sono emerse tre sepolture in muratura e le tracce di altrettante, con scheletri di uomini seppelliti sotto l’antica pavimentazione, e due monete che confermano la datazione della struttura. «Questi scavi– spiega Ranaldi – stanno dando risultati importantissimi: sono i resti dell’antica chiesa di San Dionigi, demolita nel 1783 per fare posto alla sistemazione dei giardini. Sono stati ritrovati i muri di fondazione della chiesa più antica del IV secolo, riconoscibile dalla tecnica costruttiva; ora si stanno seguendo le tracce dei muri per delinearne la pianta». Il prossimo obiettivo.

Intanto Cristina Cattaneo, direttore del laboratorio di Antropologia e odontologia forense della Statale, esaminerà le ossa ritrovate. «Siamo all’estremità Ovest della chiesa – spiega Ranaldi –. Abbiamo trovato il muro del fianco sinistro che gira perpendicolare dov’era la facciata, e varie sepolture coi loro scheletri: teste orientate a ovest e piedi a est. Le monete ritrovate sono degli imperatori Onorio e Arcadio, figli di Teodosio. Onorio, dopo la morte del padre nel 395, fu il primo dell’Impero Romano d’Occidente, il fratello Arcadio il primo dell’Impero Romano d’Oriente. Queste scoperte confermano che si tratta proprio della chiesa paleocristiana del IV secolo che Ambrogio stesso concepì, dedicata ai Profeti». La più misteriosa delle quattro basiliche fondate da Ambrogio, una opposta all’altra, a formare un quadrato o croce a protezione della città, a presidio delle necropoli cristiane e delle memorie dei martiri, perché era l’unica scomparsa: a Sud-Est, in direzione di Roma, c’è San Nazaro, intitolata agli Apostoli ( Basilica Apostolorum ); a Sud-Ovest Sant’Ambrogio dedicata ai Martiri ( Basilica Martyrum ); a Nord San Simpliciano in onore della Vergine ( Basilica Virginum ); e infine San Dionigi, a Nord-Est vicino alla Porta Orientale, Basilica Prophetarum . Storici e archeologi stanno studiando anche le opere d’arte provenienti da San Dionigi, come la vasca in porfido rosso ( labrum ) che oggi è in Duomo, il crocefisso di Ariberto conservato nel Museo del Duomo, il suo sarcofago sempre in Duomo, il reliquiario in avorio in San Nazaro. Ranaldi auspica «di proseguire le ricerche ai Giardini Montanelli, per individuare la pianta della chiesa, il piano ambrosiano nelle relazioni con le altre basiliche volute da Ambrogio, capire il contesto delle stratificazioni successive e il profondo significato identitario per Milano».