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9 giu 2022

San Giuseppe, teleconsulti per un mese alle neomamme

I servizi per le donne che partoriscono nella clinica di via San Vittore. "Primipare più anziane e sole, combattiamo la denatalità"

9 giu 2022
La vicepresidente della Regione Letizia Moratti in visita alla maternità della San Giuseppe
La vicepresidente della Regione Letizia Moratti in visita alla maternità della San Giuseppe
La vicepresidente della Regione Letizia Moratti in visita alla maternità della San Giuseppe
La vicepresidente della Regione Letizia Moratti in visita alla maternità della San Giuseppe
La vicepresidente della Regione Letizia Moratti in visita alla maternità della San Giuseppe
La vicepresidente della Regione Letizia Moratti in visita alla maternità della San Giuseppe

Un numero del reparto di Neonatologia consegnato a tutte le neomamme al momento delle dimissioni: per un mese potranno telefonare 24 ore su 24 sottoponendo qualunque dubbio sul neonato - dalle difficoltà dell’allattamento a un rigurgito - a un’infermiera che, se lo riterrà necessario, organizzerà un video-consulto con un neonatologo nel giro di un’ora. L’offerta include anche video-consulti con le ostetriche, tra le 14 e le 20, per eventuali problemi della neomamma; con l’osteopata per i bebè che hanno avuto bisogno di un trattamento osteopatico durante la degenza, e un webinar gratuito, aperto invece a tutti i genitori, con consigli dello specialista sui giochi, il pianto, l’uso corretto di carrozzine, ovetti, fascia, marsupio, riduttore, cuscino per la nanna. È il pacchetto di servizi che l’ospedale San Giuseppe, privato del Gruppo MultiMedica convenzionato col servizio sanitario regionale, ha introdotto per le neomamme che partoriscono nel suo punto nascita da circa 1.200 parti all’anno. Che accusa, come tutte le maternità in Italia, gli effetti di una denatalità "che ha molte ragioni, la prima economica", osserva l’ad di MultiMedica Daniele Schwarz, ma tra esse c’è anche un "cambiamento nella struttura della famiglia italiana". Sono mamme "più sole" quelle che partoriscono a Milano, spiega il primario di Neonatologia Claudio Migliori: spesso non hanno vicine quelle "reti familiari allargate" che garantivano assistenza e anche risposte ai dubbi delle primipare (ma anche dei neopapà) nelle prime, delicate settimane. Sono anche mamme "più anziane", sottolinea Stefano Bianchi, direttore del dipartimento materno-infantile della San Giuseppe, dove il 42% delle partorienti è over 35 e quasi il 12% over 40: significa più bisogno d’assistenza, anche nel puerperio "data la maggior difficoltà di adattamento alla carenza di sonno e alle altre privazioni imposte dalla gestione del neonato".

E benché le politiche contro il crollo delle nascite "non siano solo sanitarie", ricorda la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Letizia Moratti ieri in visita alla clinica nel cuore di Milano, "esperienze come questa" teleassistenza "sono di grande aiuto", sottolinea, assicurando che sarà tenuta in conto nel lavoro per elaborare le piattaforme verticali nazionali di telemedicina del Pnrr, che il Governo ha affidato a Lombardia e Puglia.Giulia Bonezzi

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