San Giuliano, l’antenna della discordia: contestato il parroco

Il traliccio del 5G nel cortile dell’oratorio col consenso di Curia e parrocchia, rabbia dei residenti. Ma Arpa rassicura: le stime delle emissioni rientrano nel range

Il prevosto don Luca Violoni interviene al confronto sull'antenna 5G

Il prevosto don Luca Violoni interviene al confronto sull'antenna 5G

San Giuliano Milanese (Milano) – Non si placano le proteste dei residenti di via De Nicola contro l’antenna del 5G che è stata installata, col consenso di Curia e parrocchia, nel cortile dell’oratorio San Carlo Borromeo, a pochi metri dal Comune e in un’area di San Giuliano "dove esistono anche case, scuole e servizi". A breve il ripetitore entrerà in funzione.

I cittadini temono le ricadute del campo elettromagnetico sulla salute, specie quella delle persone più fragili, e non hanno mancato di far sentire il loro dissenso l’altra sera, nella sala consiliare del Municipio, in occasione di una tavola rotonda con la partecipazione del sindaco Marco Segala, del prevosto don Luca Violoni, del dirigente di Arpa Lombardia Gianluca Gianforma e di Marco Castoldi, referente del comitato spontaneo che si batte contro il ripetitore. Durante l’incontro il sindaco ha illustrato l’iter tecnico della pratica, avvenuto "entro il perimetro di legge", mentre l’esperto di Arpa ha evidenziato che le stime delle emissioni, eseguite sulla base dei parametri dichiarati dagli operatori, rientrano nel range fissato dalle normative in materia.

Rassicurazioni che, però, non hanno convinto il pubblico. Ad essere contestato è stato in particolare don Violoni, accusato di aver fatto una scelta, quella di concedere il terreno per l’installazione del ripetitore, del tutto discutibile da un punto di vista etico. "Così si fa della casa di Dio un luogo di mercanti", ha rumoreggiato il pubblico, convinto che nella decisione della parrocchia abbiano prevalso gli aspetti economici su quelli morali. "I fedeli e la comunità locale, non sono stati minimamente consultati", hanno proseguito i presenti. "Si è dato l’ok all’antenna a condizione che ci fossero tutte le autorizzazioni del caso e con la garanzia di una vigilanza stretta da parte di Arpa. Al momento non ci sono motivi per rescindere il contratto", ha ribattuto don Luca.

La parrocchia, dunque, tira dritto. Arpa ha assicurato che i valori di emissione ad oggi stimati saranno confrontati con le misurazioni eseguite quando l’apparecchio entrerà in funzione, così da tenere monitorata la situazione.